MV Agusta Brutale S: Test Ride
TEST RIDE - MV Agusta
Bella da guardare e da...pilotare!
MV Agusta Brutale S: Test Ride. Strano ma vero, la MV Agusta Brutale S è più bella da guidare che da guardare. Con questo non voglio certo intendere che la naked di Schiranna sia un brutto anatroccolo, sarebbe una grandissima bugia, ma è sorprendente scoprire, metro dopo metro, come “un’opera d’arte” sia anche in grado di offrire emozioni di guida forti, fino ad oggi riservate alla sole supersportive carenate.
Su strada: piccola e compatta
La posizione in sella è completamente diversa rispetto a tutte le altre naked presenti sul mercato. Il busto rimane piuttosto eretto, ma la conformazione del manubrio, dotato delle estremità leggermente rivolte verso il pilota, e la posizione delle pedane, molto arretrate, sembrano voler dire…”ok sono una naked, ma sotto sotto sono una supersport…”
Ed effettivamente, bastano pochi metri per capire come in quei 60° di rotazione della manopola del gas, siano celati la bellezza di 127 CV, che vengono fuori, senza nemmeno insistere troppo, nonostante l’architettura del propulsore e la “ridotta” cilindrata non siano poi il massimo per andare alla ricerca di potenza ai bassi regimi.
Effettivamente, quando l’ago del contagiri è sotto quota 6000, non si gode certo di una spinta “micidiale”, ma l’eccellente taratura dell’impianto di iniezione, che garantisce grande linearità, e la nuova rapportatura del cambio, più corta rispetto alla F4, rendono decisamente meno faticosa la scalata ai 9.000 giri, oltre i quali…è meglio tenersi forte fino a quota 13.000!
Il sound che accompagna la danza della Brutale è, a dir poco travolgente. Le canne d’organo della F4, hanno lasciato campo libero ad un doppio “silenziatore” sovrapposto (in regola con la normativa Euro-1) dal quale si propaga una voce forte, potente, che si contrappone al tono rauco e deciso dell’aspirazione, che ricorda alcune vetture del Cavallino Rampante prodotte a cavallo degli anni ’80.
Ciclisticamente parlando, la Brutale offre quanto di meglio sia a disposizione sul mercato. Mancano alcuni dettagli all’ultima moda, come le pinze e la pompa del freno di tipo radiale, ma la sostanza è tanta ed è più che sufficiente per rendere la vita difficile alla maggior parte delle supersportive presenti sul mercato.
La gigantesca forcella anteriore assicura confidenza e sincerità all’avantreno, tanto che si può entrare in curva a freni ancora “pinzati” con la certezza di avere ancora un notevole margine…
Gli inserimenti in curva, tanto quanto i repentini cambi di direzione, sono veloci, precisi, ed assolutamente naturali. La Brutale, insomma, è una moto che mette a proprio agio, disegnando curve e scendendo in piega con estrema naturalezza.
Ovviamente, se la parola esperienza non è ancora parte del vostro bagaglio di cultura motociclistica, consigliamo di darle del “lei” in uscita dalle curve più veloci, perché la forza dei 127 CV può innescare il fenomeno, normalissimo per una naked di questa potenza, dello sbacchettamento.
Nessun problema, invece, uscendo dalle curve più lente. La sospensione posteriore, monobraccio controllata da un monoammortizzatore Sachs, infatti, lavora in modo egregio ed assicura sempre un perfetto contatto al suolo della ruota posteriore. Attenzione alle impennate, piuttosto…
Anche il reparto freni è di assoluto rilievo: tanta potenza, ma anche una modulabilità ed una facilità d’uso da primato.
Passando ai comandi ed alle rifiniture, infine, la Brutale è quanto di meglio si possa pretendere da una moto della sua categoria. Design a parte, tutti i pezzi che compongono la Brutale vantano una lavorazione o una scelta stilistica così particolare da rendere protagonista, man mano che scorre l’occhio, anche l’elemento più insignificante.