Renault Modus 1.5 dCi: Test Drive
TEST DRIVE - Renault
Piccola fuori, grandissima dentro!
Renault Modus 1.5 dCi: Test Drive. Cielo, mi si è ristretta la Scenic! A dar retta alle pure e semplici sensazioni, ci verrebbe da dire che si tratta della versione compatta...della monovolume compatta francese, la Scenic II appunto, ma Renault mette sul tavolo definizioni più scientifiche: la Modus è il "quid" che mancava a cavallo dei segmenti A e B (è lunga 3789 mm.), insomma irrompe tra la stupefacente Twingo (che resta, più viva che mai, e aspetta semmai la seconda serie) e la più classica Clio.
Qualcosa di diverso
Casa Renault dice semplicemente che Modus è rivolta ai clienti che chiedono qualcosa di diverso rispetto a Twingo e Clio, quelli che “desiderano più spazio interno ed una maggiore modularità”. Bè, allora in fondo avevamo ragione: non è nè una Twingo ingrassata, nè una Clio "monovolumizzata". Potrebbe davvero essere una Scenic un po' più piccola!
Ma siccome, da qualche anno a questa parte, cercare definizioni per le nuove tipologie di auto innestate sul mercato sarebbe come disquisire del sesso degli angeli, preferiamo lasciar perdere.
Cinque sono le motorizzazioni disponibili. Indubbiamente, le più richieste sono la 1.2 a benzina da 75 cavalli (per gli amanti delle city car) ed il quella con il 1.5 turbodiesel da 82 cavalli (per gli stradisti attenti anche ai consumi), ma anche il 1.6 benzina da 115 cavalli, magari con cambio automatico, sembra essere particolarmente interessante.
Tra i benzina comunque, tutti 16 valvole, ci sono anche un 1.6 115 cavalli con cambio manuale a cinque marce ed un 1.4 da 98 cavalli, mentre è offerto anche il turbodiesel 1.5 da 65 cavalli per chi vuole godere dei vantaggi del diesel a costo di rinunciare ad un po’ di spunto.
Genio e sregolatezza
Motorizzazioni e prestazioni a parte è il corpo della Modus che merita attenzione. Muso sfuggente come tutte le monovolume che si rispettino e “sguardo un po’ stupito”, con quei fanaloni a sviluppo quasi verticale: ecco la faccia della Modus.
Il posteriore è invece tagliato con il colpo d’accetta verticale che distingue già la Scenic seconda serie (rieccola…). Vista di profilo confonde un po’ le idee: alta, non c’è dubbio, rispetto alle “piccole” (1589 mm.), ma anche slanciata grazie al parabrezza e al cofano inclinatissimi. Dal loro cilindro magico i designers hanno poi tirato fuori una nuova collocazione degli indicatori di direzione: sugli specchietti esterni, come pretendono le ultime tendenze, ma questa volta attaccati verso il basso, sul braccetto che collega il retrovisore alla portiera.
Fuori e dentro la parola d’ordine è “genio e sregolatezza”, per le soluzioni molto calcolate e pensate legate all’abitabilità, e per la sorpresa che suscitano in chi le scopre. In via opzionale, ad esempio, il portellone si apre verso l’alto, ma ha anche una seconda apertura: questa però non è costituita dal solito lunotto apribile, ma dalla parte bassa del portellone, che si apre verso il basso (in tutto e per tutto simile al piccolo portello della Mini).
Sembra una cosa un po’ folle, ma gli ingegneri l’hanno studiata nei minimi particolari: serve per stivare piccole borse senza dover aprire troppo lo scrigno. E perfino i gradi di apertura del mini portellone hanno un senso: 52 gradi che, assicurano gli esperti, sono quelli che garantiscono la massima discrezione, visto che un’apertura limitata consente di non esporre il contenuto del vano bagagli alla vista dei passanti, inoltre evita di andare a sbattere contro un’auto posteggiata troppo vicino. Questi francesi le studiano proprio tutte.
L’uovo di colombo
Altra soluzione geniale e sregolata. Il sedile anteriore del passeggero ha la seduta apribile. Una manna soprattutto per le donne che, quando guidano da sole, possono aprire quell’insospettabile e soffice caveau sulla loro destra e metterci per esempio la borsetta, senza che caschi in avanti ad ogni frenata.
Ma le idee nuove non finiscono qui. Tanto per fare altri esempi, Modus nasce per contenere dentro il paraurti posteriore un porta biciclette estraibile: si tira verso l’esterno una maniglia, e scorre fuori lungo due binari. Sopra ci stanno due mountain bike da adulti. Completano il quadro delle idee insolite che permeano quest’auto, le luci anteriori che illuminano lateralmente le curve di notte. No, non si tratta della soluzione già adottata da altre vetture. Questo è davvero l’uovo di colombo.
Quando, a fari accesi, si gira il volante oltre un certo raggio, viene azionato un interruttore che semplicemente accende due fanali supplementari, montati però obliquamente rispetto a quelli normali. Capito? Niente costosi e complicati meccanismi che fanno ruotare il fanale, ma il normalissimo interruttore della luce che fa click quando sterzate.
Attenzione però. Tutte queste meraviglie fanno parte a vario titolo degli optional. E siccome i livelli di equipaggiamento sono tre (Pack, Confort e Luxe), a loro volta abbinabili a tre diversi ambienti (Authentique, Expression, Dynamique), si scopre che alla fine le versioni possibili sono 17!
Morale, meglio studiarsi a casa con calma, depliant alla mano, quale Modus si vuole, per non rischiare di ritrovarsi un prezzo lievitato rispetto a quello base.
I prezzi, a puro titolo indicativo, vanno comunque da 12.650 euro per la 1.2 16 valvole Pack Autentique ai 16.350 euro della versione top, la 1.5 a gasolio 82 CV Luxe Dynamique.
Visibilita’? grande. Ma c’e’ un neo
Dentro l’abitacolo si respira l’aria sbarazzina delle piccole Renault. Ambiente luminosissimo grazie all’altezza del tetto (c’è anche la versione apribile con vetro panoramico) e all’ampiezza del parabrezza (1,32 metri quadrati, da record per la categoria). Piccolo neo: la parte bassa del montante anteriore è molto larga, e ostacola qualche volta la visuale nelle curve strette e in certe manovre. Frazioni di secondo, naturalmente, ma che costringono a “cercare” con lo sguardo, la porzione di asfalto che in quell’istante non si vede.