Moto Morini 9 1/2 – Test Ride
TEST RIDE - Moto Morini
Adatta a viaggiare
Come il motore, anche la ciclistica deriva da quella della Corsaro 1200, ma, anche in questo caso, le modifiche sono state molte e sostanziali.
Lo schema del telaio a traliccio in tubi d’acciaio altoresistenziale è il medesimo utilizzato dalla sorella maggiore, ma alcuni cambiamenti sono stati comunque apportati, soprattutto nella parte posteriore del telaietto dove si è reso necessario un irrigidimento della struttura per accogliere la sospensione a sbalzo laterale.
Anche il reparto sospensioni subisce una leggera modifica, con l’utilizzo di soluzioni più “semplici”, meno rivolte all’uso sportivo e più inclini a quello turistico. All’anteriore lavora una generosa Marzocchi Magnum con steli da 50 mm, mentre al posteriore il forcellone in tubi ovali da 150 mm, è gestito da una sospensione con serbatoio piggy back, regolabile sia in estensione che in compressione.
Su strada
Saliamo in sella a Moto Morini 9 1/2. La posizione di guida tradisce subito le intenzioni turistiche del mezzo: sella bassa, manubrio alto e ampio e pedane molto avanzate, conducono ad una posizione comoda e rilassata, ben lontana da quella più agguerrita della sorella maggiore.
Il serbatoio, realizzato in nylon antiurto, è un esplicito richiamo ai modelli del passato grazie alla doppia colorazione. La parte a contatto con la sella, ben rastremata, consente una comoda e sicura posizione delle gambe e nel contempo un pratico appoggio a terra di entrambi i piedi, infastidito però dalle pedane, leggermente troppo avanzate.
Terminate le regolazioni di rito, diamo voce al nuovo bicilindrico. Il cuore Morini piace fin da subito, forte di un’elevata silenziosità e di vibrazioni molto contenute anche al minimo: indice questo di un ottimo lavoro di bilanciatura.
Il lavoro svolto per rendere il propulsore più rotondo e morbido è stato fatto veramente bene.