Anche la scelta del colore per la verniciatura del veicolo è stata influenzata dalla storia unica di Vespa: così come i primi prototipi della Vespa erano colorati con un grigio di derivazione aeronautica, anche GT-60 si veste di grigio: una tonalità moderna con una metallizzazione particolare, capace di valorizzare forme e proporzioni del sinuoso corpo in acciaio.
Vespa LX-60: una generazione che ha cambiato il mondo
La Vespa LX-60 è stata concepita come rivisitazione della generazione Vespa degli anni ’60. Un decennio segnato da numerose rivoluzioni sociali e culturali, che ha visto tra le alte cose la consapevole emancipazione dei giovani: oggi come allora libertà fa rima con Vespa.
Come sulla GT-60, anche in questo caso gli interventi hanno riguardato esclusivamente le parti accessorie al corpo metallico.
Il gruppo ottico rimane nella posizione originale, solidale al manubrio come sugli scooter degli anni a cui Vespa LX-60 si ispira, ma in una versione più snella e minimale per evidenziare il manubrio a vista ed alleggerire la vista anteriore del veicolo.
La strumentazione è composta da un elemento analogico racchiuso in una cornice cromata mentre la grafica, totalmente inedita, riprende quelle in voga negli anni ‘60.
Il manubrio in vista è costituito da un tubo cromato che si integra con nuove manopole rivestite da fine pellame, lo stesso utilizzato per il rivestimento della sella. Questa, come sui primi modelli, mantiene la separazione fra la porzione riservata per il guidatore e quella per il passeggero.
Pezzi uniciVespa GT-60 ed LX-60 rimarranno, com’è giusto che sia, dei modelli da esposizione. Un meritatissimo premio alla carriera, per un mito che ha segnato nel bene o nel male la storia italiana dal dopoguerra ad oggi, dimostrazione lampante di come il design e la tecnica made in Italy possano farsi apprezzare nel mondo anche a sessant’anni di distanza.
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