Yamaha FZ6 – Long Test Ride
TEST RIDE - Yamaha
Il segreto del suo successo: estetica riconoscibile, semplicità d''uso, prezzo concorrenziale ed efficacia su tutti i percorsi
Yamaha FZ6 - Long Test Ride. La piccola nuda della casa dei 3 diapason continua sulla strada del successo sin dall'ormai lontano 2003, anno della sua presentazione. La ricetta è invariata nella sostanza, d'altra parte "squadra che vince non si cambia"!
Un cuore da R6
Un bello stile, ma anche elevate prestazioni. Questo sembra essere il leit-motiv che anima i pensieri dei tecnici delle quattro Case giapponesi...e così, anche nel “tranquillo” segmento delle naked, si sta facendo ricorso a propulsori estremamente prestazionali, in grado di esprimere tanta potenza ma anche una guidabilità in grado di mettere a proprio agio anche chi ha poca esperienza con le due ruote.
Un connubio “strano”, è vero, ma con l’elettronica si può fare questo ed altro e così i tecnici dei Yamaha non si sono certo fatti pregare per far ricadere la scelta sul cuore della R6…che con qualche piccolo intervento – anche meccanico – è stato adattato ad una guida più tranquilla ed adatta all’uso stradale, senza dimenticare che deve dare filo da torcere alla concorrenza…
Al banco sono rimasti la bellezza di 98 CV a quota 12.000 e ben 6.4 kgm di coppia massima a 10.000 giri. Numeri davvero interessanti, merito di una tecnologia raffinatissima nella costruzione delle componenti interne oltre che di un sistema di iniezione basato su due coppie di corpi farfallati da 36 mm e pilotato da una centralina a 32 bit pronta ad adattare le caratteristiche di iniezione alle richieste del polso destro ed alle condizioni ambientali contribuendo in modo fondamentale al raggiungimento delle soglie antinquinamento previste dalle normative.
Il telaio
Tanto quanto la R6, anche la serie FZ6 adotta un telaio costruito con ricercate tecniche di pressofusione dell’alluminio, per ottenere la massima riduzione delle impurità ed evitare il maggior numero possibile di saldature. Sono solo due, infatti, le parti che compongono il telaio della nuova Yamaha, saldati longitudinalmente in due punti, di cui uno vicino al canotto di sterzo e l’altro nelle vicinanze del forcellone.
Il reparto sospensioni è composto da un forcellone più lungo rispetto al passato, che lavora senza l’utilizzo di leveraggi progressivi. Il suo movimento è regolato da un ammortizzatore regolabile.
La forcella vanta, come la sorella 1000, steli da 43 mm ed offre la possibilità, grazie ad un nuovo interasse, di ospitare ruote di dimensioni più generose: 120/70-17 e 180/55-17 su cerchi a 5 razze con canale da 3.50 pollici all'anteriore e 5,50 pollici al posteriore.
Cresce di 23 mm l’interasse, ora a quota 1.438 mm, di 1 grado l’inclinazione dello sterzo, arrivato a 25°, e ben 9mm l’avancorsa, che ora arriva a misurare 97,5 mm.