Dizionario Tecnico
I termini tecnici e le sigle più ricorrenti spiegate in modo semplice e chiaro per i nostri lettori. In questa rubrica puoi capire la terminologia motoristica che non ti è chiara
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Non siamo tutti tecnici dei motori o ingegneri meccanici e capita spesso che alcuni termini, ricorrenti per spiegare le doti
dinamiche di un'automobile o di una moto, non siano del tutto chiari.
Su richiesta di molti lettori abbiamo pertanto elaborato un glossario di termini tecnici e sigle più ricorrenti, cercando di
spiegare in modo semplice di cosa si tratta.
Per sfogliare il glossario basta cliccare sulla lettera dell'alfabeto corrispondente al termine interessato. Non troverete
sicuramente tutto lo scibile in materia di meccanica ed elettronica, confidiamo però di avere individuato i termini più
ricorrenti negli articoli redatti dai nostri collaboratori.
Se avete qualche suggerimento da darci o qualche informazione in più, scrivete in redazione!
ABS
Acronimo di "Antilock Braking System", indica un sistema elettronico che impedisce il bloccaggio delle ruote in frenata. Una
centralina controlla e parzializza la pressione dell'olio nel circuito frenante diminuendo l'attrito delle pastiglie sul
disco bloccato, interpretando i segnali provenienti da vari sensori (ruote foniche). Il modo corretto di sfruttare il sistema
ABS nelle frenate d'emergenza è esercitare la massima pressione sul pedale, che tenderà a vibrare viste le variazioni di
pressione all'interno della pompa freno. L'antibloccaggio provvederà ad evitare scompensi ed arresterà l'auto in condizioni
di sicurezza.
AERODINAMICA
Con il termine "aerodinamica" si intende il comportamento della vettura nei confronti delle correnti di aria che la
circondano durante il moto. Immaginiamo che la vettura sia un oggetto che si muove all'interno di un fluido: la sua forma, in
particolare la sua sezione massima, e le sue eventuali appendici (specchietti, maniglie, spoiler etc.) creano una resistenza
meccanica all'avanzamento dell'oggetto stesso. Tale resistenza influenza sia i consumi che le prestazioni, oltre a modificare
le reazioni dinamiche del mezzo alle alte velocità. La riduzione del coefficiente di resistenza aerodinamica "Cx" riduce
conseguentemente lo sforzo necessario a vincere l'attrito con l'aria, eliminando così perdite di potenza con ovvi benefici
per il consumo e le prestazioni velocistiche.
ALBERO A CAMME
Elemento fondamentale nei moderni motori a quattro tempi, l'albero a camme comanda il movimento delle valvole grazie a degli
eccentrici (le camme appunto). La sua velocità di rotazione è dimezzata rispetto a quella dell'albero a gomiti, cui è
collegato per mezzo di catene, ingranaggi o cinghie dentate. L'albero a camme può essere posizionato nel basamento del
motore, il moto alle valvole viene trasmesso da aste e bilanceri, ma nei motori attuali solitamente trova posto nella testata
e comanda direttamente il movimento delle valvole stesse agendo su punterie o bilanceri. Come facilmente intuibile la
superficie delle camme deve avere un'elevata durezza superficiale (è soggetta a strisciamento) e durante il suo moto l'albero
necessita di un'adeguata lubrificazione.
ALBERO A GOMITI
Comunemente detto anche "albero motore" l'albero a gomiti è un asse sagomato che trasmette il moto alternato dei pistoni al
volano per mezzo di un meccanismo biella-manovella. In parole semplici l'albero motore trasforma un moto alternato, non
utilizzabile direttamente, nel moto rotatorio che tutti conosciamo essendo il più "visibile" quando si apre il cofano di
un'auto. La forma dell'albero a gomiti dipende dall'architettura del propulsore considerato ed anche in questo caso i perni
coinvolti nel movimento esigono una accurata lubrificazione.
ALBERO DI TRASMISSIONE
L'albero di trasmissione collega l'uscita del cambio al differenziale posteriore, nelle vetture dotate di motore anteriore e
trazione posteriore. In alcuni casi, vista la sua lunghezza, viene suddiviso in 2 elementi collegati tra loro da giunti
scanalati. L'albero di trasmissione deve oltretutto compensare le variazioni di distanza tra gli elementi collegati causate
dai movimenti delle sospensioni e tale compensazione viene garantita prorio dal giunto scanalato che per la sua costruzione
consente degli spostamenti assiali.
ALESAGGIO
E' il diametro interno del cilindro su cui scorre il pistone e viene solitamente espresso in millimetri (mm).
ALETTONE
Con questo termine si indicano tutti i profili applicati alla carrozzeria ma da essa ben distinti, il cui compito principale
è aumentare la forza che "spinge" la macchina verso il basso alle alte velocità. In tal modo si aumenta l'attrito e quindi la
motricità delle ruote sul suolo. Classici esempi di alettoni molto sviluppati si possono notare nella parte anteriore e
posteriore delle odierne monoposto di Formula 1.
ALTERNATORE
Dispositivo che trasforma una parte dell'energia meccanica sviluppata dal motore, cui è collegato, in energia elettrica
necessaria per varie funzioni del gruppo propulsore. Visivamente l'alternatore somiglia ad un motore elettrico (il principio
costruttivo è simile) e si trova di solito lateralmente al motore assieme ad altri dispositivi azionati da una cinghia
trapezoidale.
AMMORTIZZATORI
Sono i dispositivi che "smorzano" le oscillazioni impresse alle ruote dalle varie imperfezioni del manto stradale. A grandi
linee si può considerare un ammortizzatore come un cilidro entro cui scorre un pistone collegato ad un'asta. L'interno del
cilindro è completamente occupato da olio mentre sulla superficie del pistone sono ricavati dei fori di diametro opportuno.
Lo scorrimento del pistone viene quindi "frenato" dall'azione del liquido, la cui viscosità rende difficoltoso il passaggio
tra le due camere create dal pistone nel cilindro. All'esterno dell'ammortizzatore si trova una molla elicoidale che lavora
in simbiosi con il sistema appena descritto.
ACQUAPLANING
Un fenomeno molto pericoloso che si verifica quando si viaggia su di un fondo particolarmente bagnato. Gli pneumatici,
soprattutto se molto usurati, "galleggiano" letteralmente su di un velo sottile d'acqua poichè le solcature ricavate sul
battistrada non riescono ad espellere il liquido. Di conseguenza non vi è più un collegamento diretto fra le ruote ed il
suolo e gli pneumatici non riescono più a trasmettere le sollecitazioni (sterzata, frenata, accelerazione) imposte dal
conducente. I consigli per prevenire tale sgradevole fenomeno sono principalmente due: controllare spesso lo stato d'usura
del battistrada (basta inserire una moneta da un euro nella scolpitura, se la profondità non è almeno pari alla corona dorata
la gomma è da sostituire) e diminuire la velocità in presenza di fondo bagnato, durante un forte acquazzone o un
allagamento.
ATTRITO
Forza che si genera tra due parti in diretto contatto. La sua intensità dipende dai materiali delle due superfici e dalle
loro rugosità superficiali, oltre che dalla pressione con cui le parti in gioco vengono "avvicinate". L'attrito trasforma
parte dell'energia impiegata, ad esempio, per far scorrere le due superfici l'una sull'altra in energia termica sotto forma
di calore. In campo motoristico l'attrito gioca un ruolo fondamentale: grazie a questo fenomeno gli pneumatici trasmettono al
suolo la coppia motrice prodotta dal motore, mentre molte parti mobili all'interno del propulsore stesso lavorano in continuo
attrito reciproco (bronzine, cinghie, etc.). Allo scopo di ridurre l'attrito, che rappresenta comunque una dispersione di
energia utile, le strade sono due: ridurre la rugosità superficiale degli elementi in contatto con lavorazioni meccaniche più
precise od interporre tra i due organi in movimento un lubrificante (olio o grasso).
AUTOACCENSIONE
In alcuni casi la combustione all'interno del cilindro può avvenire prima che tra gli elettrodi della candela venga generata
una scintilla. A causare la combustione può essere una particella incandescente, una bava metallica od una candela di grado
termico troppo elevato. Nei motori a ciclo Diesel la combustione avviene sempre per autoaccensione, infatti il gasolio
esplode dopo la compressione senza l'ausilio di scintille elettriche generate da candele.
AUTOBLOCCANTE
Termine utilizzato per descrivere certi tipi di differenziali, che evitano che in caso di perdita di aderenza una ruota possa
girare a vuoto mentre la ruota opposta trasmette al suolo una coppia motrice pressocchè nulla. Vengono utilizzati in larga
parte su vetture ad alte prestazioni e nelle competizioni, anche se ultimamente si preferisce impiegare differenziali a
scorrimento limitato.
AUTOLIVELLANTI
Sospensioni "intelligenti" che variano la loro taratura in base al carico sull'auto, mantenendo la vettura in assetto neutro
indipendentemente dal peso e dalla disposizione dei bagagli e degli occupanti. Nelle versioni più moderne le sospensioni
autolivellanti vengono gestite da una centralina elettronica, che interpreta i movimenti del corpo vettura ed invia le
informazioni ad ogni singolo ammortizzatore.
AVANTRENO
Termine che indica le ruote anteriori di una vettura ed il sistema di sospensioni e sterzo ad esse collegato. In senso
generico può comprendere tutta la parte anteriore del corpo vettura.
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