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Detto, fatto. La catalogna offre, oltre alla splendida Barcellona, anche paesaggi di inaspettata bellezza, con canyon, cascate, strade sterrate piene di buche a ridosso di precipizi e la possibilità di maltrattare questa moto appena fuori le porte della blasonata città spagnola. Il primo contatto è sicuramente rassicurante, la moto infatti, nonostante la piccola cilindrata, risulta subito accogliente anche per degli “omoni” dalle gambe lunghe e dal peso consistente: la sella è alta al punto giusto, non fa sembrare i più alti degli orsi da circo sul triciclo e non costringe i più bassi a escamotage bizzarri come scarpe col tacco o solette interne per guadagnare centimetri ed inoltre anche avendo le gambe lunghe si trova lo spazio dove metterle, senza doversi inventare strane posizioni di guida. Cominciamo a guidarla su strada, per raggiungere l’ingresso alla stradina sterrata che ci condurrà fra i canyon e sull’asfalto si comporta molto bene: non è sicuramente un fulmine, ma tiene bene la strada e si inserisce bene in piega rimanendo agile e maneggevole. Nelle partenze da fermi bisogna ricordare che per metterla in movimento è necessario prima portare i giri del motore intorno ai 6000, altrimenti si spegne o si affoga. Una volta capito questo è facile farla partire e finalmente buttarla su una strada sterrata piena di asperità. In queste circostanze tira fuori la sua anima avventuriera, infatti quando arriviamo ad affrontare delle belle buche o qualche dosso che ci fa saltare, le forcelle da 41 mm e il monoammortizzatore posteriore regolabile in precario fanno bene il loro lavoro, così come si apprezzano le grandi ruote da 21” all’anteriore e da 17” al posteriore che non fanno perdere l’assetto né procurano dolori alle audaci terga del motociclista. Il propulsore monocilindrico a 4 tempi da 15 cv a 9250 giri/minuto dà sufficiente potenza per affrontare tracciati off road (e si comporta bene anche nei tratti asfaltati) e con un po’ di pratica si può riuscire a farla derapare come le sorelle di cilindrata maggiore, ma dovendosi impegnare meno alla guida grazie alla sua piccola cilindrata. Il motore, le vostre mani e i vostri vestiti ringrazieranno le protezioni di cui è dotata: appunto il paramotore in alluminio, i paramani (all’apparenza un po’ leggerini, ma efficaci) e l’alto parabrezza. Qualche problema lo abbiamo riscontrato nella ricerca del folle: si deve infatti fare su e giù tra prima e seconda un po’ di volte, prima di trovarlo, ma abbiamo anche notato che con il tempo si riesce ad imparare a fregarlo, inserendolo, ad esempio, a moto non completamente ferma, cosa che risulta meno ostica che non quando si è già con il piede a terra. In definitiva forse avremmo voluto una cilindrata un po’ più alta, ma è anche vero che questo avrebbe proprio inficiato l’idea base sulla quale è stata progettata: consentire anche ai giovanissimi di fare qualche viaggetto e di divertirsi sullo sterrato, senza rinunciare a portare la “squinzia” a spasso in città. Derbi Terra Adventure sarà dunque disponibile per i giovani “Centauro Jones” a partire da 3890 €, cifra ancor più abbordabile per chi invece ha un po’ più di 16 anni e cerca un approccio non estremo con il mondo dell’off road.
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