Parco Offroad il Poggiolo: mille ettari con Fattore Moto e Lucchinelli Experience

Due giorni al Poggiolo, agriturismo nelle campagne di Imola che ha deciso di cambiare. Si parte dalle piccole cose, ma non basta una vita per godere dei mille ettari di colline della proprietà. Silvano, il proprietario, ha deciso di dedicare la sua terra anche all'Enduro. In questo posto magico, Fattore Moto e Lucchinelli Experience ci mettono cuore e passione.

L’Agriturismo il Poggiolo apre all’Enduro

Cristiano Lucchinelli telefona senza preavviso, ma ogni volta è come aver vinto la lotteria. “Stiamo facendo partire una scuola di Enduro, devi vedere il posto. Sono mille ettari e quaranta chilometri di sentieri, salti, tracciati. Ci sono il 450 di Melandri ed il 350 di Bianconcini che ti aspettano.” Un ragazzo convincente insomma.

Non me lo faccio ripetere, parto per l’Agrtiturismo Il Poggiolo all’inaugurazione dedicata all’Enduro. È giusto sopra ad Imola, a Casola Valsenio per essere chiari. Carico uno zaino con quello che può starci, si va in moto. Per questa cosa ho un TT 600 R Yamaha -annata d’oro 1998- che giustamente comincia ad avere le stesse turbe di un ragazzo di 20 anni. In ogni caso, con mille ettari di terreno da esplorare, arrivarci in auto sarebbe una fregatura. Dopo tre ore abbondanti sul vecchio monocilindrico sono un po’pentito, ma l’adrenalina è assordante quando esco dall’autostrada e torno ad usare il cambio.

Si entra nella bella Imola, per Via Tazio Nuvolari, affianco al circuito. Tra la Piratella e le Acque Minerali, in una strada in salita ben riempita di curve. Dopo l’autostrada -e chi arrivava più sennò- il momento è perfetto. Il sole scalda la gomma e comincia uno dei più bei percorsi che si possano chiedere su asfalto per un giro turistico. Così, mentre la città è sempre più lontana, spuntano luoghi insospettabili: non ne vedi la fine. Insomma, tutt’intorno ho colline, boschi, saliscendi. Ci sono queste montagne franate a blocchi che si mostrano un po’ più nude del solito, come le ragazze al mare, uno spettacolo. Ad un certo punto ti fermi e guardi, lo farebbe anche chi scanna le marce su di un missile da pista, difficile rimanere indifferenti. In un attimo sei lì a pensare di cercarti una casa in affitto e trasferirti in zona. Continuo a guidare, vedo il primo cartello. Agriturismo il Poggiolo, Zona Faunistica Venatoria. Incrocio due enduristi con moto non più giovani della mia. Bene, ci siamo.

Cos’è il Poggiolo e perché non ne avete mai visto un altro

 

Arrivo, scendo dal TTR. Cristiano Lucchinelli sta gonfiando un tendone MA-FRA insieme a Mirna, che con Fabio gestisce l’ASD Fattore-Moto. Guardano con sospetto il TTR, poi me, poi ancora il TTR. Quattro risate, abbracci, ed in meno di un attimo mi ritrovo su di un Land Cruiser a passo lungo per un primo sopralluogo. Cristiano sa farsi voler bene: ha una capacità di radunare persone di un certo tipo, lanciando un entusiasmo che porta a tutti il buon umore. Gente come Michele Giannetti, l’uomo a cui chiedere qualsiasi cosa e di cui fidarsi sempre -che da diversi anni lavora al Poggiolo per aprire sentieri e promuovere il fuoristrada- che durante l’escursione mi parla un po’ del posto.

Il Poggiolo si estende a cavallo tra due comuni, nella Valle del Sintria. Dal Basso Medioevo comincia a diventare fondamentale per le sue risorse di legname, passando così tra la Famiglia De’ Medici ed il Papato, motivo per cui su di un colle è stata costruita una torre di vedetta divenuta poi simbolo dell’Agriturismo. Quando i grandi ricchi si spostarono nelle città passò ad essere una casa colonica, per poi finire abbandonata o quasi durante la guerra. Così Silvano, attuale proprietario del terreno, cominciò a prendere in mano il posto portando l’allacciamento di luce ed acqua, stanze per gli ospiti e via dicendo.

A bordo di questa inarrestabile Toyota, messa a punto nel dettaglio, facciamo un piccolo giro dell’anello principale. Ovunque si guardi troviamo curve, salite, discese, guadi. Pietraie, fettucciati, campi. Per il Poggiolo ci passa la prima tappa del WTI, il fuoristrada estremo, ma c’è davvero un’immensità da scoprire. Al posto di portarlo a New York tra palazzi ed aeroplani, il vecchio King Kong avrebbero dovuto metterlo al Poggiolo, almeno sarebbe rimasto tranquillo. In tutto questo i sentieri per l’Enduro sono segnalati con frecce di colore diverso a seconda della difficoltà, come nelle piste da sci.

Sono anche percorsi a senso unico, in modo da non creare problemi a chi scende. Zone più trialistiche si alternano a percorsi più o meno tecnici ma c’è sempre un’altra strada, cosa davvero utile se siete più per una galoppata poco impegnativa. I ragazzi di Fattore-Moto sono riusciti a trovare un equilibrio perfetto tra la libertà e la sicurezza: d’accordo, puoi andare dove vuoi e con ciò che più ti piace -auto, cavalli, bici, moto- passando una giornata senza mai vedere due volte lo stesso albero, però sei al sicuro. Puoi andare con una guida, oppure seguire percorsi conoscendone la difficoltà. Cristiano al telefono non aveva mica esagerato, anzi. È difficile immaginare lo spazio immenso, il senso di libertà che può dare un posto simile. Se il sogno di ogni Endurista è avere una moto e tornare indietro nel tempo, così da correre ovunque senza forestale, contadini inferociti e strade asfaltate è proprio qui che può realizzarlo. Puoi far finta di essere in Bolivia tra le strade studiate da Marc Coma per correre la Dakar, puoi spegnere la tv e portare la tua donna a giocare a Lost, -anche meglio della Dakar in effetti- puoi allenarti su percorsi di ogni livello e, tra le altre cose, puoi mangiare come ad un matrimonio calabrese spendendo il giusto.

Che poi è parte fondamentale del nostro programma.

Il pranzo se ne va tra caramelle asparagi e speck e cosce di faraona, senza scordare un ragù di lepre -a chilometro zero, diciamo- ed un ottimo Sangiovese che aiuta a mescolare il tutto. Silvano passa tra i tavoli dei motociclisti ancora vestiti di tutto punto, ogni tanto chiede se va tutto bene, gentilissimo, con il sorriso di chi sa che non ci potrebbe andare meglio. C’è chi vuole mangiare poco per rimanere pronto nel pomeriggio e chi, invece, la prende sul serio per recuperare energie.

La gente per l’inaugurazione è arrivata dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Toscana. C’è una bella massa di Enduristi che sembrava non aspettare altro da diverso tempo. Così arriva, direttamente da La Spezia, il pilota STK 1000 e Mondiale Endurance -certo, nella stessa stagione- Kevin Manfredi, fresco dalla 24 Ore di le Mans e pronto per una giornata di Enduro. Così, per scaldare le ossa prima di un weekend alla Cattedrale di Assen.

Partiamo, Fabio mi mette a disposizione un completo da Enduro che indosso con un po’ di scetticismo ma tanta, tantissima gratitudine. Nello zaino non ci sarebbe mai stato, e poi avevo l’idea di fare un giro di perlustrazione dove può portarmi il TTR. Invece mi tocca un rognosissimo 450 specialistico di provenienza austriaca, affidato direttamente da Marco Melandri ai ragazzi del Poggiolo. Difficile chiedere di meglio. Monto le telecamere e partiamo, con Fabio fa da lepre a me e Kevin che lo seguiamo. Si entra nel vivo, cominciando dai percorsi che avevo attraversato con il fuoristrada.

A questo punto non saprei bene come raccontarvi il resto, nel dubbio guardate il video OnBoard che trovate qui sotto.

La realtà è che Fabio viaggia ad un livello altissimo -anche di più considerando la mia poca pratica- e Kevin si esibisce in spettacolari monoruota in discesa, il tutto con una tranquillità che io raggiungo solo con il carrello nelle corsie del supermercato. Cominciamo con un giro di riscaldamento dove la moto appare subito di una potenza spaventosa. Ha coppia a non finire, le sospensioni non si fanno fregare dalle mie manovre e tutto questo aiuta moltissimo. Dopo venti minuti comincio a capire che il Poggiolo finisce quando lo decido io, non quando finisce lo spazio, troppo grande per essere visto ad occhio nudo. Sono 40 chilometri di tracciati appena aperti, con possibilità di decuplicare le strade, le quali -ed è qui parte dell’enorme potenziale- cambiano ogni giorno insieme alle condizioni climatiche. Così la volta dopo è come ricominciare da capo.

 

Partiamo dal campo di ritrovo, si passa dal guado e si attraversano un paio di sentieri. Poi su, verso la pietraia, una salita da motocross con curva e discesa ed un bel sentiero che porta nel bosco. Altro guado, pietraia quasi desertica e si torna alla base. Discese e salite snodate, bellissime, che accontentano il professionista come il neofita. Fabio sorride, contento e orgoglioso di quello che sta facendo per la sua terra e soprattutto per lo sport che ama. Kevin sembra andare a passeggio, con tanti di quei numeri che ormai ha insegnato a contare anche alla moto. La cosa più difficile di questo parco è spiegarlo agli altri, esserci rende tutto chiaro. Immaginatevi un bambino che vi racconta del primo film che ha visto in vita sua: non capirete niente ed anche lui probabilmente avrà capito poco, ma gli brillano gli occhi e non potrete fare altro che sorridere. Ecco cosa vi succede da queste parti.

Arriviamo ad una parete verticale, radici, pietre. Guardo gli altri due, chiedo come fare. Semplicissimo, peso indietro e frenata costante ma mai aggressiva, alla fine molli e vedrai che ti fermi. Saranno una decina di metri, prendo coraggio e mi butto, posso farcela.

Cado praticamente subito, più o meno mentre mi chiedo come avevo fatto a pensare di riuscirci. Stiamo bene io e la moto, fortunatamente avevo tuta e armatura. Oltre alle moto infatti, il Poggiolo metterà a noleggio anche tutta l’attrezzatura necessaria a non farsi male, inclusa un’ambulanza con personale medico sempre disponibile. Sembra una cosa da poco, invece è grasso che cola per chi fa fuoristrada. Chi, purtroppo, ha avuto la sfortuna di farsi male nel bosco, sa bene di cosa parlo.

Penso che una cosa bellissima sia che non serve arrivare con la moto factory ed il furgone dalle parti dell’agriturismo, si può anche raggiungere una delle tavolate migliori della zona in auto e decidere all’ultimo per un giro d’Enduro. Si mangia e dorme bene, ci sono cavalli e tanto verde, tutte ottime scuse per portarci la famiglia e cadere dal pero nello “scoprire” che è anche possibile andare in moto. Tra le altre cose Fabio e Michele -ma non solo- stanno lavorando per aprire altri sentieri alle maxienduro, puro turismo insomma. Si, perché da queste parti si ha la libertà di esplorare, muoversi, dare gas. Ti ritrovi circondato dalla tua gente, gente con la passione per motori, donne e cucina, gente capace di riparare qualsiasi guasto meccanico in una decina di modi diversi, ovviamente tutti giusti. A nessuno importa che tu ci arrivi con un bicilindrico del ’94 o con un mono da competizione.


Arriviamo ad una zona aperta, la sassaia,
 dopo una decina di chilometri nel sottobosco, salite, salti, impennate. Loro due davanti, io a seguire. Kevin è fenomenale con qualsiasi moto, ma è sul bagnato che mette in mostra tutta la sua classe. La mette di traverso senza pensarci, senza pietà. È un po’ quello che potrete fare affidandovi alla Lucchinelli Experience, che conta istruttori di un livello professionale e soprattutto umano a dir poco enorme.

Se guardate Cristiano capite perché ha scelto di seguire anche l’Enduro; lui non è tipo da star fermo d’inverno, quando le piste in Italia chiudono. Non è tipo da star fermo e basta direi. Organizza giri in moto su strada, weekend per prendere la patente in due giorni e tante altre cose. Così l’Offroad Academy nasce per vivere con la moto anche col freddo, circondato da quella passione che lui e i ragazzi dell’Experience mettono nelle cose che fanno, dagli adesivi alle grigliate.

Una grande famiglia che si muove facendo un gran casino e lasciando larghi sorrisi, con quell’attitudine di chi si sveglia alla mattina e vuole fare le cose.

Al Poggiolo ci sarà presto un campo da Flat Track per chi ha voglia di tentare quelle cose che Valentino Rossi ci fa vedere al Ranch, così come una zona per scannare le Pit Bike di AVF Motorsport. Provo anche quelle con Kevin, sperando di potermi prendere una piccola rivincita. Il 140 YX allestito da AVF va davvero bene, nel prato è una goduria e si impara tanto senza rischiare. La usano per allenarsi diversi piloti, ed ovviamente con Kevin non c’è nulla da fare, ma tanto non ci avevo sperato seriamente…

Me ne vado dopo due giorni di aria pura, boschi, mangiate, ma soprattutto salutando una compagnia di appassionati veri con cui abbiamo condiviso, ancora una volta, una grande passione per i motori. E non vedo l’ora di ritornare. Grazie a tutti, davvero.

Per informazioni su corsi di guida o eventi legati all’enduro, potete contattare la Lucchinelli Experience o la pagina ufficiale di Fattore-Moto.

L’Agriturismo il Poggiolo è, per chi ha un navigatore satellitare, in via Sintria 9 (48010) Casola Valsenio in Provincia di Ravenna. Fateci un salto, in moto o a piedi, ne varrà la pena.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someonePrint this page

- Autore Article URL: http://www.infomotori.com/4x4/parco-offroad-il-poggiolo-mille-ettari-con-fattore-moto-e-lucchinelli-experience_135057/



Annunci Privati
Vuoi vendere la tua Auto?

Inserisci il tuo annuncio

Gratis
X
X