Chevrolet Epica 2.0i – Test Drive
TEST DRIVE - Chevrolet
Tornando alla tecnica, entrambi i propulsori sono realizzati in alluminio, con testata a 24 valvole comandate da due alberi a camme. Il comando della distribuzione avviene tramite catena, con registro idraulico automatico che annulla di fatto ogni intervento di manutenzione per questo particolare. Alla peculiare compattezza dei due motori (internamente denominati XK) contribuisce anche la disposizione degli elementi ausiliari, posizionati nella parte anteriore del cofano. L’impianto di iniezione Multipoint Siemens beneficia di condotti d’aspirazione in materiale plastico a fasatura variabile, mentre la turbolenza creata all’interno della camera di combustione favorisce il corretto riempimento dei cilindri.
Aspettando il diesel L’attenzione dei giornalisti italiani presenti a Friburgo (e quindi anche la nostra!) era rivolta in modo particolare al futuro turbodiesel che debutterà sotto il cofano della Chevrolet Epica verso la fine di quest’anno. Si tratta di un quattro cilindri da 2.0 litri sviluppato da GM-Daewoo e dalla veneta VM Motori di Ferrara. La potenza massima toccherà quota 150 cavalli, mentre la coppia si annuncia vicina ai 310 Nm: valori di buon livello, che lasciano intuire un comportamento dinamico piuttosto vivace. Per chi tiene al proprio portafoglio, segnaliamo che anche la nuova Epica sarà disponibile con alimentazione GPL, come il resto della gamma Chevrolet. Una soluzione intelligente, che comincia a prendere piede sotto la spinta del continuo caro-petrolio.
Comoda e ben fatta L’atmosfera una volta a bordo della Chevrolet Epica è molto piacevole. I sedili in pelle contengono bene il busto, mentre anche i più alti trovano il giusto spazio sia davanti che dietro. La presenza del tettuccio apribile in vetro illumina l’ambiente interno, alla pari dell’ampia superficie trasparente. La plancia appare solida e ben assemblata: le plastiche sono quasi tutte morbide ed assemblate con precisione, mentre la disposizione dei comandi è sobria e razionale. Un unico appunto va forse alla retroilluminazione degli strumenti, il verde scelto dai designer Chevrolet non rende merito ad un abitacolo veramente ben concepito.
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