Citroen C2 R2 – Test Drive
TEST DRIVE - Citroen
Dal supermercato… ai rally!
Citroen C2 R2 – Test Drive. Brescia – Oggi proverò una vettura da rally. Mi suona strano persino pensarci. Invece è proprio così, la lancetta galoppa ed è ormai ora di raggiungere le colline bresciane, dove avrò modo di testare per la prima volta una vera auto da rally. La C2 R2 ha tutte le carte in regola per lasciarmi un buon ricordo: leggera e potente, un mix a dir poco perfetto.
Già pronta per il 2008
La Citroen C2 R2 è il primo esemplare conforme al regolamento che la FIA renderà operativo nel 2008. Le categorie saranno la R1, la R2 (quella testata), la R3 e la R4: le prime tre sono in ordine di potenza, con le R1 quasi di serie e le R3 pesantemente modificate, mentre la R4 verrà riservata ad eventuali vetture diesel. Citroen anticipa tutti? In parte è vero, anche se il disporre di una buona base di partenza, la C2 Challenge, ha aiutato non poco.
Il kit messo a punto dalla Citroen Sport innalza la potenza del quattro cilindri da 1.6 litri fino alla soglia dei 185 cavalli contro i 122 della VTS di serie, mentre la trazione viene ripartita alle sole ruote anteriori attraverso un cambio Sadev a cinque rapporti (come da regolamento R2) con differenziale a slittamento limitato. La frizione è in materiale composito con molle irrigidite, ad un solo disco.
Il telaio gode di modifiche scontate quali un robusto roll bar interno, cui si abbinano nuovi elementi rinforzati per le sospensioni. L’abitacolo è stato spogliato di tutto il superfluo, con un contemporaneo riposizionamento dei comandi di freno a mano e cambio, ora rialzati.
Contenimento dei costi
Una piacevole chiacchierata durante il pranzo con il Responsabile Competizioni Clienti di Citroen Sport, Yves Matton, ha permesso di conoscere alcuni retroscena piuttosto interessanti. Innanzitutto l’animo del nuovo regolamento (piuttosto sconosciuto ai più) mirato al livellamento delle prestazioni attraverso il controllo dei costi. L’intento della FIA è di vigilare affinché la produzione di ogni vettura non superi dei budget ritenuti “limite”, in maniera da attuare una politica omogenea in quanto a possibilità per pilota e team nei confronti delle altre marche impegnate.