Daihatsu Copen – Test Drive
TEST DRIVE - Daihatsu
Il posteriore è la naturale conclusione del frontale, richiama infatti tutte le sue caratteristiche, dai gruppi ottici rotondi (compresi i fendinebbia che qui sono l’indicatore della retro e il fendinebbia appunto) al sorriso che qui ingloba la targa, in questo caso perfettamente al centro del disegno: molto “bad” i due scarichi tondeggianti posti al centro, che ci ricordano che questa piccola “jap” ha un animo vivace.
Pregevole e funzionale il tettuccio rigido a comando elettrico: scompare nel vano bagagli in soli 20 secondi. L’abitacolo punta ad un aspetto prettamente sportivo, con un quadro strumenti ad elementi circolari, un volante in pelle a tre razze Momo ed una console centrale scarna, essenziale, ma comunque sufficientemente funzionale. Ben visibili i due piccoli roll bar protettivi, utili e belli da vedere. Preziosi e ben rifiniti i sedili in pelle scarlatta: sono confortevoli, avvolgenti e muniti di guancetti capaci di trattenere adeguatamente il corpo in curva. La corta leva del cambio, infine, è a portata di mano sul tunnel della trasmissione, facile da usare ed immediata negli innesti.
Propulsore compatto ma generoso
Daihatsu Copen monta un motore 4 cilindri a benzina di 1,3 litri (1.298 cc), interamente in lega leggera di alluminio, con un’architettura a 16 valvole, con doppio albero a camme in testa (DOHC) e valvole a fasatura variabile (DVVT), per ottimizzare i consumi e contenere le emissioni inquinanti (rispetta infatti le norme Euro 4).