Hyundai Terracan 2.9 CRDi: Test Drive
TEST DRIVE - Hyundai
Il gigante buono offre spazio, comfort, sicurezza e motricità incredibile.
Hyundai Terracan 2.9 CRDi: Test Drive. Fin dalla sua prima mondiale al Salone di Ginevra 2001 aveva conquistato la critica per stile e tecnologia; le stesse vendite raggiunte in questa prima fase di vita sono state decisamente incoraggianti. Stiamo parlando della Terracan, che rappresenta la vera ammiraglia della Hyundai, un SUV che si fa apprezzare per design, meccanica e prezzo altamente competitivo.
Lo Sport Utility coreano è infatti disponibile presso la rete Hyundai con un listino davvero allettante: 26.300 Euro per la versione Plus e 29.400 per la Premium con equipaggiamenti da limousine (interni in pelle, clima automatico ed interni in radica). Al top troviamo la versione con cambio automatico, proposta a 31.200 euro.
Comparandola con le sue dirette rivali (Land Rover Discovery, Toyota Land Cruiser o Nissan Patrol GR) la Terracan vanta un prezzo - a parità di allestimenti - inferiore anche del 30-40%.
Frutto di un progetto nato dall'attenzione alle esigenze della clientela più varia e dalla collaborazione con la rete di distributori internazionale, il Terracan è un SUV realizzato su misura per soddisfare le esigenze dei potenziali acquirenti di oltre 90 Paesi. Questo vuol dire che in tutti i mercati Hyundai è presente: dagli Usa all’Europa, passando ovviamente per l’Asia.
Volendo consolidare la propria posizione all'interno di questo segmento decisamente interessante, Hyundai ha creato un design particolarmente gradevole che, assieme a prestazioni e comfort di rilievo, è destinato a garantire ottimi risultati commerciali al Terracan.
Il suo nome, una fusione tra il latino "terra" e "khan", in turco dominatore o re, significa letteralmente "dominatore della terra". Semplificato in Terracan, questo nome conferisce al SUV una forte identità, che evoca il fine strategico di Hyundai di competere con tutti gli altri SUV sul mercato, con un prodotto che combina prestazioni e stile.
A differenza del Santa Fe, il Terracan nasce con una vocazione fortemente fuoristradistica, vantando al contempo eleganza, comfort e guidabilità da berlina.
Su strada
Una vera vettura adatta sia all’uso quotidiano per gli spostamenti in città o nei tratti suburbani, sia per i weekend in montagna, con in più la capacità di carico di un monovolume e la possibilità di adattarsi a qualsiasi strada, a tutto vantaggio della sicurezza attiva.
Il Terracan è disponibile nella motorizzazione 2.9 turbo diesel CRDi in grado di erogare 150 CV. Una scuderia di tutto rispetto con cui riesce a muovere agevolmente la sua non trascurabile massa complessiva di 2590 kg. Il Terracan raggiunge infatti i 166 km/h e scatta da 0 a 100 orari in 13,7 secondi, con un consumo medio di 8,6 litri.
Su strada, tali dati sono più eloquenti grazie ad una valida coppia che consente ottime doti di elasticità a questo quattro cilindri tre litri, che riesce a riprendersi agevolmente anche con le marce alte. Buono il cambio, adeguatamente preciso lo sterzo, con un sistema frenante (a quattro dischi autoventilanti) in grado di arrestare in spazi ridotti anche un gigante del suo calibro. Anche il rollio è abbastanza contenuto.
Ma il Terracan offre il meglio di sé nei tratti off road. Grazie al sistema a trazione definito “part-time 4x4”, azionando un semplice comando elettrico è possibile passare dalle due alle quattro ruote motrici; tale sistema ha la capacità di adattarsi alle caratteristiche del fondo stradale, secondo le necessità del conducente. Se invece ci troviamo in terreni a bassissima aderenza, è possibile utilizzare un programma specifico che, con l’utilizzo delle ridotte, ci tirerà fuori dalle situazioni più difficili.
Sospensioni sofisticate ed all’avanguardia consentono al mezzo di comportarsi in modo eccellente su tutti i terreni. Per chi vuole qualche dato tecnico, precisiamo che lo schema è a ruote indipendenti, sull’avantreno con doppi bracci e barra di torsione, mentre al retrotreno troviamo un efficiente sistema multi-link ad assale rigido con cinque punti di ancoraggio e barra antirollio. Su entrambi gli assali sono anche presenti barre stabilizzatrici e speciali ammortizzatori a gas capaci di sopportare le sollecitazioni più pesanti.