Jeep Commander – Test Drive
TEST DRIVE - Jeep
Come anticipato, infatti, la Commander ha uno dei propri punti di forza nelle tre file di sedili, per un totale di sette posti, con dimensioni quindi piuttosto generose (4787 mm di lunghezza, 2261 mm di larghezza e 1919 mm di altezza). A sentire i tecnici della Casa, del resto, all’abitacolo sono state dedicate particolari attenzioni, sebbene ancora una volta alcune soluzioni stilistiche potrebbero lasciare un po’ perplessi, per lo meno secondo gli standard europei.
Il design della plancia, ad esempio, non appare particolarmente moderno, mentre l’abbinamento tra le plastiche scure e i rivestimenti in simil-radica appare un po’ datato. In compenso la seconda e la terza fila di sedili sono montate leggermente più in alto rispetto alla prima, per consentire una buona visibilità anche a chi siede dietro, e una volta abbattute creano un ampio piano di carico perfettamente piano (1776 litri).
Particolare cura, poi, è stata posta alla protezione dei passeggeri, grazie a un set completo di airbag e alla presenza di serie di ESP, ABS, controllo della trazione e sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici.
Un buon diesel e due potenti benzina
Jeep Commander si presenta con un propulsore adatto al mercato europeo, un Turbodiesel common rail 3,0 litri V6 (2987cc di cilindrata per la precisione), un motore dalle buone prestazioni, ma dai consumi contenuti e dai bassi valori inquinanti (rispetta la normativa Euro4). La potenza massima erogata è di 218 CV con una coppia di 510 Nm a 1600 giri al minuto. Il pedale dell’acceleratore è dotato della modalità kick-down, in grado di garantire la scalata di marcia senza dover premere fino alla fine corsa l’acceleratore. Due benzina completano la gamma: un 4.7 litri V8 da 231 CV, con una coppia massima di 410 Nm a 3600 giri ed il potente 5.7 HEMI V8 da 326 cavalli con una coppia di 500 Nm a 4000 giri al minuto.