Maserati Coupè: Test Drive
TEST DRIVE - G.T.
Cavallo di razza…
Maserati Coupè: Test Drive. Dello Spyder e della Quattroporte ci siamo occupati in più occasioni. Diverso il discorso per la Coupè. Tutto sommato si potrebbe dire che non ci sono grosse differenze con la Spyder, perché dal punto di vista degli allestimenti e dell’impostazione di vettura siamo molto in linea con quanto proposto per la scoperta. La grossa differenza è determinata dal fatto di … avere un tetto (che in ogni caso irrigidisce la struttura del telaio), di essere più lunga di 220 mm e di pesare una cinquantina di chili in meno. Queste differenze, oltre ovviamente all’abitabilità, si ripercuotono sul comportamento stradale e sulle reazioni dinamiche.
Ma andiamo per gradi…
…e prima di metterla alla prova su strada (meglio dire pista, dato che abbiamo potuto fare dei giri a Varano per meglio studiare il comportamento della vettura in situazioni molto esasperate) diamo un’occhiata alla meccanica ed alla elettronica del mezzo nel suo assieme.
Stile personale
L’immagine della vettura è chiaramente improntata all’eleganza delle linee pur con degli stilemi tipici delle vetture sportive: muso pronunciato ad aggredire la strada e a far intendere che sotto al cofano trova posto un motore dimensionalmente consistente, calandra (al centro della quale troneggia il Tridente, simbolo del Marchio di Modena) generosa nelle dimensioni per la necessità di raffreddare i cavalli di quanto sopra e ruote di misura adeguata alle prestazioni, che dimostra subito di saper raggiungere. Meno aggressiva e sportiva di una Ferrari, si integra meglio in un ambiente elegante e lussuoso.
Salottino da 290 km/h…
Tutto ciò è decisamente rafforzato dalla splendida immagine interna. Ha quattro anni di vita questo coupè, ma l’eccezionale equilibrio raggiunto tra l’efficienza funzionale degli elementi e la loro eleganza e pulizia di design è decisamente azzeccata e, forse, rappresenta ancora un punto d’arrivo per molti costruttori. La fusione del design con la scelta dei materiale e delle colorazioni, consente di “costruirsi” un interno su misura sia dal punto di vista tecnico che estetico, capace di soddisfare anche il palato più fine. Come un bell’abito sportivo.
Tutto l’interno è in pelle coordinata, la strumentazione in blu su fondo bianco è chiara e posta ben davanti agli occhi, la consolle centrale ha un display di una grafica molto luminosa e di facile interpretazione (bianco, azzurro, grigio) che sovrasta la serie di comandi: climatizzatore, impianto Hi-Fi e controlli dei sistemi (MSP, sospensioni, telefono, fendinebbia). I sedili sono più belli che funzionali, nel senso che potrebbero essere più contenitivi ma perderebbero di eleganza, e tutto sommato il compromesso è decisamente più che valido.
Per i posti posteriori si può dire che quattro adulti possono essere alloggiati solo per brevi tratti, mentre due bambini trovano, in quelli posteriori, forse i più bei sedili del panorama automobilistico mondiale.
Un Cavallino…ruggente!
L’impostazione è tipica dell’ultima produzione Maserati: motore anteriore V8, trasmissione transaxle con il cambio elettroattuato, nel nostro caso, posto in blocco con il differenziale posteriore e collegato al motore tramite un “tubo” in cui gira l’albero motore. Il tutto è montato su un telaio supplementare che viene poi assemblato al resto della scocca a Modena.
All’avviamento si percepisce subito con cosa si ha a che fare e le prime sensazioni riguardano i “rumori”: l’otto cilindri di oltre 4,2 litri ruggisce con un sound dello scarico piuttosto sordo. In accelerazione il suono dell’aspirazione diventa prevalente su tutto, è così pieno che è veramente difficile non restarne affascinati.
E non continuare ad affondare il piede sul gas. Ad alto regime di rotazione si avverte la rumorosità tipicamente metallica della distribuzione (a quattro valvole per cilindro, mentre il V8 Ferrari, da cui deriva, è a cinque valvole) che subisce una netta variazione di sound nel momento in cui si effettua la cambiata (dovuto all’intervento della fasatura variabile).