Maserati Spyder ’04: Test Drive
TEST DRIVE - Maserati
Ma gli interni della Spyder non stupiscono solamente per la qualità appena menzionate, ma anche per la capacità di combinare classe e tecnologia: mancano solamente i comandi della radio al volante, mentre per il resto, il generoso display a colori di 5,8” domina la zona centrale della plancia, visualizzando le informazioni che arrivano dall'Hi-Fi di serie con lettore mono CD, dal computer di bordo, dall’impianto automatico di climatizzazione, dal sistema di navigazione satellitare GPS e dalle molteplici informazioni del sempre più completo e funzionale Maserati Info Centre.
Il suond al minimo, cupo ed estremamente corposo, del V8 Maserati, l'eccezionalità degli interni e la serie di pulsanti e pulsantini - tra cui l'MSP e le funzionalità Sport... - mi avevano ormai lanciato nel mondo dei sogni ma...le sgasate di un collega mi riportano alla realtà. E' ora di partire, bando alle ciance. Cintura allacciata, cervello ben collegato, piede destro sul freno ed una lieve pressione sul bilancere di destra, contraddistinto dalla sigla "UP". Sul display compare la scritta 1, si può partire...
Abbandoniamo la Maserati e ci dirigiamo verso l'azienda agricola Hombre, proprietà del Sig. Umberto Panini - le figurine dei calciatori vi dicono nulla? -, all'interno della quale, lo stesso Panini, mantiene con la cura e l'amore di un padre uno dei più eccezionali musei d'auto storiche presenti in Italia. Una visitina, vale la pena...ve l'assicuro.
La prima destinazione - il museo è a Cittanova -, dista da Modena una ventina di km e si raggiunge percorrendo un lungo tratto di tangenziale: la velocità impostata "dall'apripista" rispetta pienamente il codice della strada, ma la Spyder non sembra soffrirne. Le sospensioni rispondono con grande dolcezza alle asperità del terreno, mentre il cambio sembra prendersela piuttosto comoda tra un passaggio di marcia e l'altro. Un secco no, insomma, alle sedute di massaggio post-viaggio ed all'effetto canguro tipico delle cambiate a ritmo F1: la modalità "standard", di fatto, punta al confort adattandosi alle esigenze di chi desidera usare con frequenza i 390 puledri della Spyder, che da parte loro non "scalpitano" assicurando grande regolarità anche a regimi di poco superiori ai 1.500 giri.
Ma le colline sono vicine, e la modalità sport richiede di essere inserita con grande urgenza... Il "Cambiocorsa" si trasforma: ora i passaggi di marcia vengono eseguiti in un batter di ciglio e le scalate sono accompagnate da una aggressiva quanto eccitante doppietta. Come se non bastasse, anche la taratura delle sospensioni attive passa da "confort" a "pronto pista" e gli effetti sul fisico si sentono. Le asperità dell'asfalto, infatti, vengono copiate per quel che basta, con precisione da chirurgo e pochi riguardi per pilota e passeggero: ora la Spyder è davvero un'altra auto e consente di sfruttare, uno ad uno, i 22 cm di passo in meno che la differenziano dalla versione GT Coupè.
Tra curvoni, tornanti ed esse strette, infatti, la Spyder si dimostra incredibilmente più agile di quello che ci si potrebbe attendere, consentendo traiettorie "impossibili" e perdonando qualche sbavatura grazie all'ottimo supporto offerto dai sistemi MSP e di controllo della trazione, pronti ad illuminare il cruscotto come un albero di Natale nella sera della vigilia.
I limiti di velocità sono a dir poco ridicoli per questa vettura, mentre i punti della patente sono preziosi. In ogni caso, qualche puntatina oltre al codice è inevitabile...anche solo per sentire la voce di questo V8 a quota 7.500 giri. E' qualcosa di unico ed inimitabile, e va gustato in tutta la sua infinita progressione. Baritonale ai bassi regimi, tenore agli alti. In mezzo? Un travolgente mix del miglior repertorio motoristico italiano.
Nel dettaglio, dai 1000 ai 4000 giri è molto pronto, fluido, elastico, ma se si cerca l'emozione bisogna superate quota 5.000 giri: oltre questa "barriera", la spinta diventa veramente eccezionale e per alzare la schiena dal sedile bisogna attendere il cambio di rapporto o...il limitatore di giri.
Motore, facilità di guida e divertimento a parte, bisogna ammettere che l'elettronica di cui è dotata la Spyder funziona davvero in modo egregio e consente una notevole dose di divertimento prima di un "secco" taglio. I romanticoni storceranno sicuramente il naso, ma facendo i conti con la realtà, queste super-sportive sarebbero praticamente ingestibili nella guida di tutti i giorni senza una generosa quantità di chip.
Il limite, insomma, è molto alto...ma se percaso vi doveste trovare in autodromo e voleste vedere cosa significano veramente 390 CV e 451 Nm...vi suggerisco di disattivare il controllo della stabilità e della trazione cliccando per qualche secondo il pulsante MSP.
Attenzione però: ritrovarsi a guardare negli occhi chi vi segue è questione di qualche grado di inclinazione in più del pedale del gas, per cui piede leggero in uscita dalle curve, controsterzo pronto ed occhi ben aperti.
Difetti: solo uno. Volete saperlo?...doverla riconsegnare...per poi salire su un'altra vettura. Un vero trauma, anche per chi è abituato a provare e cambiare vetture come i propri abiti! Un suggerimento a tutti i maniaci del Made in Germany: fateci un giretto di un’ora e poi qualche pregiudizio scomparirà e forse diventeremo un po’ più nazionalisti…
Che colori sono disponibili e quanto costa la Maserati Spyder Cambiocorsa?
La gamma colori è molto articolata, data dalla possibilità di combinare liberamente le 16 tinte delle vernici esterne (alcune delle quali sviluppate appositamente per la nuova Spyder) con i 10 colori della gamma pelli per interni e le 5 tonalità del colore capote.
A loro volta, ciascun colore delle pelli è proposto con abbinamenti (tappeto e ripartizione cromatica del figurino interni vettura) sviluppati per ottenere la massima eleganza e armonia cromatica nell’ambiente interno della vettura.
Il prezzo: nota dolente, ma è normale quando si parla di Supercar. Per la Spyder il listino parte dai 91.851 euro necessari per mettere in garage la “GT” per raggiungere i 97.351 della “Cambiocorsa” protagonista della nostra prova.