Mazda 6 facelift: Test Drive
TEST DRIVE - Mazda
Siamo partiti col 2 litri da 121 cavalli che ci ha impressionato in quanto non lo ricordavamo così brillante ma la coppia è davvero interessante e bassa, a tutto vantaggio del piacere di guida e degli stessi consumi, sempre contenuti grazie anche al cambio a sei marce con l’ultima davvero lunga per allontanare da noi i benzinai…
Con carrozzeria Wagon (la più adatta alla 6, anche se la berlina non è affatto male) la 2 litri turbodiesel da 121 puledri raggiunge una velocità massima (dichiarata e non verificata…) di 190 orari con uno scatto da 0 a 100 di 10,9 secondi e soprattutto 320 Nm di coppia a 2000 giri al minuto che assicurano una apprezzabile elasticità di marcia.
Certamente il fratello maggiore da 143 cavalli ha un’altra carica (201 orari e 9,8 secondi per lo 0 a 100), ma quello che sorprende sono i consumi: 7,6 litri in città, 5,2 nell’extra urbano e 6,1 nel percorso misto: sia per il 121 che per il 143 cavalli!
Vita quindi non facile per il 1800 benzina che vanta prestazioni pressoché analoghe al 2 litri TD da 121 CV, raggiungendo i 192 orari ed accelerando da 0 a 100 in 11,2 secondi con consumi però più pesanti: 11 litri in città, 6,1 nell’extra urbano e 7,9 nel misto. A suo vantaggio c’è però la differenza non certo trascurabile di un prezzo inferiore di 2.500 euro rispetto al motore a gasolio!
Il propulsore due litri turbodiesel di Mazda6 è un “cuore” perfettamente in linea con le caratteristiche della Mazda6, perché è “peperino” al punto giusto, ma allo stesso tempo non fa sentire troppo la sua voce ed anzi con la nuova in sonorizzazione è diventato ancora più “educato”.
La sua spinta è corposa già a partire dai regimi più bassi. Il meglio di sé però lo offre una volta superati i 1.800 giri al minuto, quando, come per incanto, i 320 Nm di coppia prendono “in mano la situazione” lanciando l’ago del contagiri di slancio sino a quota 3.500 giri: proprio in quel punto, il banco segna la bellezza di 121 CV, che vanno via via disperdendosi in un discreto allungo fino a quota 4.500 giri, anche se già a 3.700 è suggeribile passare alla marcia successiva ritrovando così lo slancio per proseguire l’accelerazione.