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Mazda RX-8: Test Drive
TEST DRIVE - Mazda
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Intelligentemente fuori dagli schemi
Mazda RX-8: Test Drive. Intelligentemente fuori dagli schemi. Credo che questa sia la definizione più chiara e lampante per descrivere una vettura come la Mazda RX-8.
Si perché di normale questa vettura, ha ben poco, a partire dallo schema tecnico proposto dal propulsore per arrivare alla tipologia di carrozzeria che, nonostante le seducenti forme da coupè, riesce ad offrire ai suoi ospiti la bellezza di quattro posti, accessibili molto comodamente da altrettante porte…

Ma dove sono le porte…?
“Ma dove sono le due porte posteriori? Non c’è traccia di maniglia…mi stai prendendo per i fondelli…”.
Se avete intenzione di comprare questa vettura, preparatevi a rispondere spesso a questa domanda, perché amici, parenti e fidanzata non crederanno ad una sola parola della vostra frase “questa vettura ha quattro porte”.
Una dimostrazione insomma, è d’obbligo, mentre non è obbligatorio ma praticamente scontato lo stupore che accompagna l’apertura “rovesciata” della porta posteriore: un vero e proprio RX-8 show, da fare in luoghi possibilmente isolati…pena il rallentamento del traffico e la genuina curiosità dei pedoni di turno.

Era dai tempi del debutto della Smart – 1998… - che non vedevo un fenomeno simile per una vettura costruita lontano da Maranello, ed è ancora più interessante pensare che tutto questo sia successo nonostante il “banale” vestitino grigio chiaro metallizzato dell’esemplare protagonista della nostra prova…

Del mio Wankel, ne vado fiera!
E’ originale fuori perché è rivoluzionaria dentro. Sì perché il propulsore Wankel, di cui parleremo più approfonditamente dopo, mette da parte i classici pistoni e cilindri per far posto a due “simpatici” rotori triangolari, che ruotano all’interno di “cilindri” dalla forma ellissoidale.

E proprio l’elemento più stravagante ed originale di questo propulsore, il rotore, ha ispirato i designer Mazda per lo sviluppo stilistico di alcuni dettagli della vettura, come nel caso della parte alta del cofano, la zona centrale inferiore del paraurti anteriore, la parte alta dei sedili anteriori ed il pomello del cambio.

Ma non sono solamente i particolari stravaganti a dominare la scena, perché la vettura risulta estremamente bilanciata nella distribuzione dei volumi, grazie anche “invisibilità” delle porte posteriori e la scelta di dotarla - di serie - di voluminosi cerchi in lega da 18”, gommati 225/45…

L'accesso ai sedili posteriori, grazie all’apertura a finestra delle porte – la posteriore è davvero minuscola -, è davvero agevole, perché l’assenza del montante centrale consente di accomodarsi evitando i classici contorsionismi da coupè a quattro posti.
Se per chi siede dietro salire e scendere dalla RX-8 è semplicissimo, anche affrontare un viaggio non è certamente un’impresa impossibile. Ok, la luce non è moltissima per via della ridotta area dedicata al finestrino, ma lo spazio per le gambe è più che sufficiente anche per i più alti, sempre che chi si trova al volante non sia…giocatore di basket.

Il bagagliaio offre una volumetria molto interessante per una coupè – ben 290 litri - , ma l’accesso al vano è un po’ limitato dalla dimensione piuttosto ridotta del “portellone”.

Addio ciclo otto…
Molto più piccolo e leggero di un classico motore a pistoni convenzionale, il propulsore Renesis che equipaggia Mazda RX-8 è l’ultima evoluzione di un progetto nato ottant’anni fa.
Non c’è il movimento in alto ed in basso dei pistoni: al loro posto, due rotori di 654 cc., che mettono in movimento solo tre parti principali, contro le quaranta di un propulsore tradizionale, senza vibrare e senza dimenticare di sprigionare la bellezza di 231 CV a 8.200 giri e 211 Nm di coppia massima a 5.500 giri!

Si tratta di un propulsore estremamente speciale, frutto di quasi ottant’anni di ricerca e sviluppo di un progetto nato dal sogno di un diciassettenne, che voleva costruire un motore potente, ma privo di vibrazioni, azionato da un disco rotante.
Felix Wankel, questo è il nome del lungimirante pioniere di questa tecnologia motoristica, probabilmente sarebbe fiero dare gas al “suo” RENESIS (è l’acronimo di Rotary Engine Genesis) così come potrebbe gioire del riconoscimento “Miglior Motore del Mondo” assegnato da ingegneri e giornalisti specializzati a Mazda nel 2003 e nel 2004.

Riconoscimenti e potenza a parte, segnaliamo che Mazda garantisce il suo Renesis per la bellezza di cinque anni, a chilometraggio illimitato…giusto per evitare scetticismi.

Tecnica raffinata e sicurezza ai vertici
Design e propulsore sono indubbiamente originali, poteva non esserlo lo schema tecnico? Certo che no!
Il propulsore, innanzitutto, è stato posizionato in posizione anteriore centrale. A differenza delle soluzioni tradizionali, questa disposizione prevede che il peso del propulsore sia concentrato prima dell’asse delle ruote anteriori, consentendo una più redditizia distribuzione dei pesi. Discorso identico anche per il serbatoio del carburante, che è stato posizionato davanti all’asse delle ruote anteriori.

Sforzi progettuali non indifferenti, insomma, che alla resa dei conti valgono una distribuzione dei pesi perfettamente bilanciata (50/50 !) ed in grado di far lavorare al meglio le sospensioni, che vantano un doppio braccio oscillante all’anteriore ed un complesso Multilink al posteriore.

Vista e considerata la potenza, non può mancare il controllo della stabilità DSC, il sistema ABS ed il controllo elettronico della ripartizione EBD.

In tema di sicurezza, il robusto montante che si estende dal muso alla coda dell’auto, rappresenta la parte strutturale principale del telaio, contribuendo ad una maggiore rigidità della vettura ed, in caso d’urto, una maggiore resistenza.
Un generoso rinforzo sulle portiere posteriori, crea un montante “B” a sportelli chiusi, assicurando grande resistenza laterale in caso di impatto.

Ma la sicurezza passiva passa anche per il doppio airbag frontale, per gli airbag laterali e per quelli a tendina. Come se non bastasse, il pedale del freno è collassabile, a tutto vantaggio della sicurezza degli arti inferiori.
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