Nissan Pathfinder: Test Drive
TEST DRIVE - Nissan
Come dotazione opzionale non mancano l’impianto hi-fi di elevata qualità con comandi al volante, il navigatore satellitare, il viva-voce BlueTooth con riconoscimento vocale ed il climatizzatore Dual-Zone (pilota e passeggero) con bocchette e regolazioni specifiche anche per i sedili posteriori.
Tra gli accessori per la sicurezza si fanno notare i sistemi ESP Plus, ABS con EBD ed i sensori automatici per l’accesione e lo spegnimento dei fari e dei tergicristalli.
Su strada Dopo averla potuta ammirare staticamente in occasione dei principali Saloni internazionali dell’automobile, la redazione di Infomotori.com la possibilità di percorrere qualche migliaio di chilometri a bordo del SUV di casa Nissan, che non nasce con il solo intento di aggiungere un tassello alla gamma SUV della Casa giapponese, ma desidera conquistare i cuori di chi vuole qualcosina in più rispetto alla fortunata X-Trail e qualcosina in meno della futuristica quanto lussuosa Murano.
Metterla all’interno di una categoria, insomma, è impossibile ma è possibilissimo parlare di grande qualità, di design assolutamente originale e di caratteristiche dinamiche interessanti. Ma andiamo con ordine e partiamo dagli interni che sono particolarmente spaziosi e costruiti con cura: la seduta è piuttosto alta rispetto al piano stradale, e questo assicura un grande senso di sicurezza, ma allo stesso tempo non “danneggia” la ricerca di una posizione di guida ideale…che si trova con una certa facilità grazie alle numerose possibilità di regolazione.
Dietro ad un bel volante in puro stile 350z si sviluppa il ponte di comando, che risulta piuttosto tradizionale nella disposizione degli strumenti (contagiri, tachimetro e spie di servizio varie) e ben strutturato per quanto riguarda la consolle centrale, che non eccelle quanto a stile ma appare estremamente funzionale sotto l’importante profilo dell’ergonomia.
Un giro alla apposita “rotella” d’avviamento ed il quattro cilindri Nissan prende vita. E’ ben insonorizzato e la sua voce al minimo si fa sentire quanto basta per capire che Pathfinder fa sul serio. La versione protagonista della nostra prova è dotata di cambio manuale a sei rapporti.
Il propulsore appare sin dai primi metri ben dimensionato, la spinta dei 174 cavalli e dei 400 Nm di coppia massima si fanno ben sentire: l’idea è quella di essere a bordo di una più leggera e compatta station wagon del segmento D, ed invece le dimensioni sono decisamente più generose. Davvero buona l’insonorizzazione e particolarmente curato anche l’aspetto aerodinamico, dato che non abbiamo avvertito fruscii aerodinamici particolarmente fastidiosi.
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