Nissan Murano: Test Drive. Il suo nome è Murano, proprio come l’isola veneziana, e di cognome fa Nissan. Nonostante alcuni dettagli futuristici la possano far sembrare tale, non si tratta di una attraente Concept Car da Salone…ma di una attraente realtà, che ha letteralmente conquistato il pubblico USA così come quello italiano che ha letteralmente polverizzato il contingente di 1000 unità previsto per il 2005.
Un successo clamoroso, che premia le idee dei vertici Nissan spiegate dal “presidentissimo” Carlos Ghosn in un’intervista rilasciata lo scorso anno ad Infomotori.com.
Nata per l’America ma…
Che Murano sia una vettura nata per gli States lo si capisce da alcuni dettagli piuttosto appariscenti, come la calandra o il taglio dei gruppi ottici anteriori allo Xeno.
E’ anche vero, però, che negli ultimi 24 mesi le nostre strade si sono “popolate” di oggetti che sembrano essere ripresi direttamente dal futuro, tanto che le linee della Murano possono essere considerate estreme ma allo stesso tempo molto piacevoli e ricercate.
Il paraurti, completamente “annegato” nel resto della carrozzeria, lascia spazio ad una aggressivissima presa d’aria centrale, che viene incorniciata da una paratia in materiale plastico dall’aspetto vagamente country.
La vista laterale richiama subito alla mente la sorellina Micra, in particolar modo nell’andamento della linea di cintura molto alta, che “scende” improvvisamente, da entrambe i lati, per andare a raccordarsi al meglio con gruppi ottici e paraurti dei quali, il posteriore, ben poco fa per nascondere i due terminali di scarico.
3.500 V6 da 238 CV!
La piattaforma sulla quale è stata sviluppata la vettura è quella utilizzata per Nissan Altima, in vendita negli States, e da questa vettura è stato ripreso anche il propulsore: trattasi di un V6 DOHC di 3.500 cc, 24 valvole, alimentato a benzina, capace di 238 CV di potenza massima a 5.800 giri e 318 Nm di coppia a 3.600 giri.
A differenza degli USA, la Murano europea viene offerta esclusivamente con la trazione “All-mode 4x4”, in abbinamento al cambio CVT dotato di modalità sequenziale.
Il reparto sospensioni, a quattro ruote indipendenti, è affidato ad uno schema McPherson per quanto riguarda l’anteriore, mentre al posteriore i tecnici giapponesi hanno optato per un più complesso ma efficace e soprattutto compatto schema Multilink.