Saab 9-5 BioPower – Test Drive
TEST DRIVE - Saab
L’assetto della vettura tende verso una taratura morbida, a conferma di una scelta più indirizzata verso il confort di marcia, piuttosto che verso la sportività pura. Tale caratteristica si traduce in un angolo di rollio non ridottissimo e in un leggero sottosterzo a centro curva. Il retrotreno, invece, sfoggia una precisione a “prova” di bomba, che rende la vettura decisamente stabile nei trasferimenti di carico e nelle manovre di emergenza, quale potrebbe essere una brusca decelerazione a centro curva.
Se dal punto di vista del comportamento su strada non si notano differenze fra i modelli a BioPower e non, alcuni cambiamenti si avvertono, però, una volta in movimento. Una delle caratteristiche principali dell’etanolo è quella di offrire un numero di ottani superiore a quello della benzina. Tale caratteristica si traduce, nel caso del propulsore da 2.0 litri testato, in un incremento della potenza massima del 20% e della coppia del 16%. Telaio, freni e sospensioni sembrano non accorgersi minimamente dell’aumento delle potenze, confermando le ottime risposte rilevate con le versioni a benzina. Sembra quindi di viaggiare più con una versione potenziata che con un modello ecologico! Il suo principale vantaggio ambientale deriva dal fatto che, a differenza della benzina, il suo consumo non aumenta i livelli atmosferici di CO2 (gas ritenuto il principale responsabile dell'effetto serra), in quanto le emissioni prodotte dalla sua combustione sono compensate dalla quantità di CO2 rimossa dall’atmosfera, tramite la fotosintesi durante la crescita delle colture usate per la produzione di bioetanolo. In questo modo il CO2 presente nell’atmosfera resta nel ciclo naturale, mentre le emissioni di CO2 prodotte da carburanti di origine fossile – come benzina o gasolio – aggiungono ulteriore CO2 che diversamente resterebbe bloccato nel sottosuolo.
Scendiamo soddisfatti da questa Saab 9-5 BioPower. Grazie al bioetanolo, le prestazioni si sono incrementate, riducendone comunque l’impatto ambientale. Da un punto di vista meramente economico è difficile stabilire se è conveniente o meno come combustibile, dato che in Italia non è ancora previsto. In nostro aiuto accorre però la Svezia, in cui il bioetanolo ha un costo inferiore del 25% rispetto alla benzina, cosa sicuramente difficile in Italia, ma a noi basterebbe anche un 15% in meno... Per il momento non c’è nulla di ufficiale su di una possibile introduzione anche in Italia, ma noi speriamo che in futuro, queste, come molte altre cose, possano cambiare, aiutandoci così a migliorare la qualità della nostra vita.
03/12/2006 Team Infomotori.com
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Commenti
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experto - 9 febbraio 2007 ore 12:43
ma ki se le compra se in italia mancano le pompe x fare il rifornimento di bioetanolo ?
Alessandro Ferrari - 4 dicembre 2006 ore 08:29
Per motivi professionali mi reco spessissimo in Svezia dove per i miei spostamenti utilizzo auto a noleggio del tipo Volvo V50 flexifuel alimetate ad E85. Le auto funzionano benissimo, anche se il consumo specifico, contrariamente a quanto affermato nell'articolo sono mediamente del 10% superiori. E' incredibile come qui in Italia non si stia diffondendo questa nuova possibilità. Potere delle lobbies dei petrolieri? SICURAMENTE!
Cristian - 3 dicembre 2006 ore 15:58
La classe politica italiana è mostruosamente arretrata e ignorante, ecco perché come energie alternative siamo alla preistoria. Il gpl, che esiste da 30 anni almeno, è stato incentivato solo 3 anni fa la prima volta. Gli autobus a metano sono nati ancora 10 anni fa, e da allora non si son più visti. I termovalorizzatori sono ancora visti come discariche e nessuno li vuole, perché non c'è stata campagna informativa su che accidenti siano. La sola cosa che sanno fare è indire le targhe alterne, come si fa da una vita, compiendo un sopruso su chi paga le tasse per circolare tutto l'anno, e non solo metà. Ora saremo multati dall'Unione Europea per non aver ridotto le emissioni di monossido, o dovremo "comprare" l'equilibrio a Paesi, come la Germania, che hanno ridotto l'inquinamento più del previsto. E loro continueranno a tassare, invece di investire. La Coldiretti, l'anno scorso, aveva raccolto le firme in favore dei biocarburanti: non ci sono i Verdi, ora, al governo? Che aspettano a interessarsi finalmente dei problemi, invece di contraddire sempre gli schieramenti opposti e basta? Che pena, gente.
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