Skoda Octavia SW 4x4: Test Drive
TEST DRIVE - Skoda
In Lapponia per testarla fino in fondo!
Skoda Octavia SW 4x4: Test Drive. IVALO, LAPPONIA - Una strada coperta di neve ghiacciata. La signora dai capelli bianchi si materializza come d'incanto, guida una vecchia station wagon svedese a trazione posteriore. Arriva un po' lunga alla curva prima del parcheggio ma non tradisce un minimo di emozione, lascia appena il gas, controsterza con assoluta calma e poi accelera quanto basta per dirigere il macchinone davanti al supermarket. Scende con le borse della spesa ripiegate sotto il braccio, scompare nel negozio, avrà avuto quasi settant'anni. Ma qui guidano tutti così.
Familiare no-limits
Benvenuti nella terra dei ghiacci, Lapponia, una manciata di chilometri da Ivalo, piccolo aeroporto tra i più a nord del mondo, dove i Piper atterrano con gli sci incollati al carrello: quasi sul 69. parallelo, tre paralleli più su, tanto per intenderci, del 66., quello tagliato dal Circolo Polare Artico. Qualche centinaio di chilometri più a nord non c’è altro che l’acqua del Mar di Barents
E' qui che Infomotori.com ha partecipato alla presentazione della nuova Skoda Octavia Combi 4x4, familiare no-limits dotata di una trasmissione che, grazie ad una particolare frizione dal nome che ricorda un medicinale (Haldex), trasforma la vettura da trazione anteriore a 4x4, a seconda delle condizioni del fondo stradale.
Se c’era un luogo estremo in cui mettere alla prova questa station tutta-sostanza questo era quello giusto.
Abbiamo guidato non su una strada, ma su un lago ghiacciato, e senza l’incubo che davanti al cofano comparisse, come in certi fumetti, l’inquietante crepa che preannuncia un crack improvviso e un tuffo con l’auto nell’acqua gelida: lo spessore della crosta gelata (una delle prime cose che abbiamo chiesto, non si sa mai… ) è di circa un metro. Il vero problema è stato salire e scendere dall’Octavia: sembravamo tutti dei bambini che muovevano i primi passi (e qualcuno ha anche messo il fondoschiena per terra).
Soldi ben spesi
Una volta al sicuro da cadute ingloriose e degne di un film comico, e cioè seduti dentro l’Octavia, abbiamo attentamente seguito il briefing degli istruttori di guida finlandesi, gente che probabilmente a otto anni derapava già sulla neve con la macchinina a pedali. Distanza di sicurezza, velocità, fari eccetera eccetera, tutte le cose da sapere affinché il test non si trasformasse in un Autoscontro Artico. Ma soprattutto ESP prima inserito e poi rigorosamente disinserito, per apprezzare, in quest’ultimo caso, la risposta dei propulsori (1.9 diesel da 105 cavalli e duemila benzina da 150 quelli della prova, ma c’è anche un 1.6 da 115 cavalli, tutti con cambio manuale o automatico) senza “tagli” di potenza dovuti all’intervento dell’elettronica.
Come accaduto alla presentazione della nuova Octavia in Grecia, l’attenzione, prima di mettere in moto, è andata al bell’abitacolo, con finiture precise, solide e anche permeato di una sua rigorosa eleganza che dicono quanto la Skoda non sia più (da tempo) quella del passato: uno di quei casi in cui uno può dire di aver speso bene i propri soldi, a patto che non cerchi lo status che questo marchio non può evidentemente ancora dare.