Suzuki Jimny 1.5 DDiS: Test Drive
TEST DRIVE - Suzuki
Come va
Appena saliti a bordo di Jimny si viene subito sorpresi dalla posizione di guida, che è piuttosto elevata rispetto al piano stradale. Un vantaggio non da poco, soprattutto per chi non “ama” la guida cittadina…perché da un punto di vista così “privilegiato” si ha una maggior sensazione di controllo sul traffico e quindi più sicurezza.
La triangolazione sedile-volante-pedaliera è piuttosto “stretta”, in particolar modo per i piloti di più alta statura, mentre chi non supera il metro e ottanta le regolazioni concesse da sedile e volante permettono di ritagliarsi un cock-pit su misura.
Il propulsore 1.5 DDiS che pulsa sotto al cofano della Jimny è un vero e proprio “lavoratore”: coppia e potenza vengono fuori proprio la dove servono, ai bassi e medi regimi, mentre una volta superati i 3.000 giri non ha molto da dire.
Si tratta di una unità motrice specificatamente messa a punto per la guida cittadina e fuoristradistica, perfettamente orchestrata da un cambio a cinque rapporti ben spaziato e da una trazione integrale di tipo non permanente, ovvero in grado di “sganciare” le ruote anteriori e far lavorare solo quelle posteriori nella guida di tutti i giorni.
I vantaggi in termini di consumi ed agilità sono evidenti…e la possibilità di “attivare” le due ruote libere anche in movimento permette di cambiare strada in…qualsiasi istante!
Se poi la parete si fa impervia, le marce ridotte possono venire in soccorso del propulsore, assicurando la necessità di un minor sforzo da parte della meccanica e quindi più facilità nell’affrontare situazioni “impossibili”.
Come avrete capito, Jimny non è solamente un veicolo adatto all’uso cittadino ma anche una vera e propria 4x4, basata su di uno schema tecnico estremamente robusto ed efficace.
Nella marcia fuori porta la piccola off-road Suzuki si dimostra abbastanza silenziosa, tranne che nelle fasi di accelerazione, nelle quali il sound di aspirazione prende il…sopravvento.
La frizione è piuttosto morbida e resistente allo stress, così come i freni che si sono dimostrati sempre ben “calibrati”. Buono anche lo sterzo servoassistito, anche se un po’ di precisione e di velocità in più non avrebbe certamente guastato.
Da un punto di vista dinamico, Jimny “paga” il fatto di essere piuttosto alto e dotato di un assetto tendenzialmente morbido: in ogni caso la stabilità non viene mai compromessa così come la tenuta di strada, che non può certamente essere a livello di una city-car “tradizionale”, ma è comunque di buon livello.
Quanto costa Jimny?
Suzuki Jimny è disponibile in versione “standard” o “Canvas Top” a partire da 16.700 euro per la 1.3 16v “standard” in allestimento JLX. La versione turbodiesel, protagonista della nostra prova, invece, costa qualcosina in più: 17.900 euro.