Lateralmente spiccano in primo luogo i cerchi a cinque razze da 19 pollici, abbastanza originali nel disegno marcatamente racing, e poi i fascioni bassi bombati, mentre nel posteriore risaltano la coppia di doppi scarichi e il discretissimo spoiler.
L’insieme non abbaglia forse, ma illumina a sufficienza, ovvero cambia quanto basta la percezione estetica rendendola meno morbida, quindi più corsaiola.
Motori più potenti Il benzina 2.0 TFSI da 200 CV acquista cavalleria e sale a 270 CV, mentre il turbodiesel 2.0 litri da 140 CV sale a 170 CV, il tutto per dare sostanza ad un’opera di tuning che ad occhio nudo appare minima. Settanta cavalli in più nella versione benzina sono sufficienti a cambiare anima alla vettura, conferendole uno spunto in più, una vivacità palpabile al primo affondo sull’acceleratore; per quanto riguarda il diesel, l’aumento è più contenuto, ma il punto di partenza (il 2.0 TDI originale da 140 CV) è davvero un ottimo esempio di turbodiesel (degno erede del 1.9 TDI), perciò quei trenta cavalli in più dovrebbero garantire performance davvero soddisfacenti.
Il tuning non è gratisNaturalmente il tuning non è gratis, l’esborso di solito è di un certo peso, ma se volete saperne di più vi consigliamo di consultare direttamente il sito dell’
ABT.
Agli aficionados del tuning, quindi, non resta che dare un’occhiata alla nostra fotogallery, dove troveranno due foto (le prime) della versione marchiata ABT e due della versione originale, per una comparazione immediata, mentre a chi fosse interessato al nostro completo test drive su Volkswagen Eos consigliamo di
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