Aprilia RSV1000R e Factory – Test Ride
TEST RIDE - Aprilia
Vitamine al V60 Magnesium
Nell’ottenere l'omologazione Euro 3 i tecnici veneti hanno pensato bene di “metter mano” al bicilindrico V60 Magnesium per vivacizzarne il carattere. Il diametro delle valvole di aspirazione passa da 31 a 33 mm, per far “respirare” meglio il generoso twin in collaborazione con i collettori di scarico anch’essi maggiorati. Modifiche mirate, che non penalizzano la fluidità e la proverbiale affidabilità della RSV1000, innalzando al contempo la potenza fino a 143 cavalli.
Ohlins anche per la “R”
La novità per il 2006 è l’arrivo anche per la RSV 1000 R della forcella Ohlins, praticamente lo stato dell’arte per un componente di vitale importanza per la dinamica della moto. La forcella ha steli da 43 mm di diametro e trattamento al nitruro di titanio per ottimizzarne la scorrevolezza. Come le unità da competizione, la forcella consente le regolazioni micrometriche per idraulica in smorzamento, in estensione, in compressione e precarico molla.
Factory raffinata
La versione Factory beneficia di una componentistica raffinata, quanto basta per trasformare una ottima sportiva di razza in una affascinante ed efficace fuoriserie. Monoammortizzatore Öhlins regolabile, ammortizzatore di sterzo Öhlins, cerchi in alluminio forgiato verniciati in oro, kit Carbon Fiber, telaio verniciato in oro: questo è il “pacchetto” che abbiamo testato in Qatar, ricavandone una impressione più che positiva.
Nel deserto con ...143 cavalli!
La filosofia di Aprilia di non rincorrere le maggiori case concorrenti sul terreno della pura potenza, ha portato alla realizzazione di un mezzo orientato al più assoluto equilibrio globale che, tradotto in pratica, significa maggiore facilità di guida e controllo in tutte le condizioni possibili.
Salendo sulla moto ci si accorge immediatamente che c’è spazio in abbondanza, anche per chi, come noi, è ben dotato in termini di cm e kg. Neppure il manubrio è collocato in posizione troppo bassa, e questo significa minor affaticamento dei polsi senza inficiarne il carattere sportivo.
L’esemplare a noi affidato è il n°3. Giriamo la chiave e mettiamo in moto. Il V2 di 60° comincia a borbottare con regolarità, e, trotterellando, ci portiamo fuori dal rettilineo dei box ed entriamo in pista. Percorrendo i primi giri ad andatura ridotta, anche per conoscere il circuito, del tutto nuovo e sconosciuto alla maggior parte dei presenti, possiamo apprezzare la regolarità del bicilindrico di Noale che si esprime con estrema fluidità e disponibilità. Aumentiamo l’andatura tornata dopo tornata, e la sensazione che si prova è che la RSV sia una vecchia conoscenza, talmente immediato è il feeling che si riesce ad instaurare con lei. Ci stiamo proprio divertendo, ed i curvoni del circuito di Losail sembrano una bella pista da ballo dove danzare con la lady di Noale.
L’inserimento in curva è molto efficace e si può condurre con grande naturalezza la traiettoria, aiutati da una grande precisione di guida ottenuta da una ottimale messa a punto delle varie componenti ciclistiche. A ciò si aggiunge la spinta del V2 veneziano, il cui lieve incremento di potenza rispetto alla versione precedente, (peraltro ottenuto con il contemporaneo conseguimento della severa omologazione Euro3), non ha per niente tolto corposità ai bassi e medi regimi, che rimangono di assoluto rilievo, tanto che permettono di uscire dalle curve come fulmini. Anche l’allungo è buono, anche se è consigliabile cambiare marcia intorno ai 10.500 giri per ottenere la massima resa. Il divertimento però si conclude con lo sventolio della bandiera a scacchi, che ci avverte che è già ora di rientrare.