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Aprilia Atlantic 250: Test Ride
TEST RIDE - Aprilia
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Dedicato agli amanti del comfort!
Aprilia Atlantic 250: Test Ride. Non è enorme come il fratellone da 500 cc. che ha dato il via alla dinastia degli scooter turistici by Aprilia, ma non è nemmeno piccolo e compatto come il cittadino Leonardo.
Atlantic 250 esattamente come il modello da 125 cc. ed oggi anche il nuovo 500, è stato studiato per essere un buon compromesso tra agilità e comfort di bordo ed il risultato è quello di uno scooter dotato di una linea moderna pronto a scorrazzare tra le mura cittadine o lungo le strade di una gita fuori porta.

Stile automobilistico
Come già detto, lo stile di Atlantic 250 è al passo coi tempi, anzi, alcuni dettagli hanno letteralmente fatto scuola anche tra i designer automobilistici…come nel caso dei gruppi ottici anteriori a mo’ di “calzare di Hermes” proposti successivamente anche da BMW Serie 5 e Citroen C4.

Anche dietro il richiamo stilistico è puramente automobilistico, ma in questo caso le forme sono decisamente meno originali ma comunque piacevoli e ben raccordate con l’andamento piuttosto squadrato del volume di coda.
E proprio su quest’ultimo elemento i tecnici Aprilia hanno concentrato molte delle loro attenzioni, in particolar modo da un punto di vista ergonomico, studiando una sella in grado di ospitare comodamente due persone ed offrire al pilota supporto lombare ma allo stesso tempo una posizione di guida non troppo “infossata”.

Come al solito in Aprilia guardano di buon occhio anche la facilità di utilizzo, insomma, e così anche la pedana è stata rastremata in corrispondenza del “passaggio” delle gambe del pilota, che in questo modo può appoggiare sempre saldamente entrambi i piedi a terra.
Grandi attenzioni per il pilota…ma anche per il passeggero dato che i due maniglioni che si raccordano elegantemente in un supporto portapacchi rappresentano un validissimo appiglio.

Ampia capacità di carico e versatilità
La capacità di carico è un elemento essenziale nella scelta di questo genere di scooter ed i tecnici Aprilia sembrano saperlo bene dato che il vano sottosella illuminato di Atlantic è ai vertici della sua categoria: c’è posto per un casco integrale e un jet…e se avete il cellulare scarico e siete dotati di un caricabatteria portatile, c’è anche una presa di corrente a 12v.
Dietro lo scudo anteriore, è stato ricavato un cassetto portaoggetti, chiuso e protetto da serratura.

Per chi non si accontenta, poi, Aprilia ha messo a punto anche un baule posteriore (opzionale), che si installa velocemente sul supporto di serie, ed è in grado di offrire 45 litri di spazio.

Ciclistica: non solo comfort…
Sotto il profilo ciclistico, Atlantic sfrutta il potenziale tecnologico del Reparto Corse Aprilia: ovviamente il fine non è quello di assicurare il massimo della prestazione, ma quello di permettere ad Atlantic buone performance ed elevati indici di stabilità, senza andare a discapito del comfort di bordo.

Il telaio è realizzato in tubi d'acciaio altoresistenziale, con struttura a doppia culla chiusa sovrapposta, studiato per garantire grande rigidezza torsionale e un’elevata robustezza. Il reparto sospensivo è affidato ad una forcella teleidraulica con steli da ben 35 mm di diametro, che assicura un ottimo assorbimento dei colpi grazie ad un'escursione di 105 mm.

Il gruppo motore-trasmissione, funge anche da forcellone oscillante e muove un ammortizzatore a doppia camera: la possibilità di regolare il precarico molla su 5 posizioni, consente di adattare la risposta del retrotreno alle proprie caratteristiche di guida ed alle condizioni di carico. Anche in questo caso, l’escursione della ruota è notevole: 110 mm.

Ma la stabilità non è assicurata solo dal telaio, ma anche dai cerchi da 13 pollici calzati con pneumatici tubeless di dimensioni generose (110/90 all’anteriore e 130/60 al posteriore) che, oltretutto, “collaborano” alla perfezione con l’impianto frenante integrale che utilizza due dischi di grande diametro: 240 mm per l’anteriore, con pinza flottante Grimeca a tre pistoncini paralleli, 190 mm per il posteriore.

Il principio della frenata integrale è semplice: quando si agisce sulla leva sinistra - quindi quella del freno posteriore - si aziona sia il disco posteriore sia uno dei tre pistoncini della pinza anteriore. Una ritardatore ottimizza la ripartizione della frenata distribuendola tra l’asse anteriore e quello posteriore in modo da massimizzare l’effetto frenante e migliorarne la gestione anche per chi non é un esperto.
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