Aprilia Shiver - Test Ride
TEST RIDE - Aprilia
E le giapponesi cominciarono a sudare
Aprilia Shiver. Si è fatta attendere, ma ne è proprio valsa la pena. Con tempi più che rapidi, Aprilia crea da zero un prodotto nuovo, non solo per quel che riguarda le linee - almeno in Casa -, ma anche e soprattutto per i contenuti tecnici. Nata come semplice idea nel marzo del 2005, in soli due anni, Aprilia Shiver 750, si tramuta da sussurro nei corridoi di Noale, ad un mezzo concreto e pronto - o quasi - alla produzione in serie.
Essere alla moda Uno dei punti cardine per "sfondare" in un mercato è quello di capire quali sono le leggi che lo regolano. Ogni segmento ha i suoi elementi chiave per riuscire ad offrire un prodotto che interessi e convinca. Il segmento delle naked, vero e proprio polmone e linfa vitale di molte Case, segue rigide regole che passano sì per tecnologia e prestazioni, ma soprattutto per design e facilità di guida. Per questo motivo, in quel di Noale, si sono concentrati molto sull'estetica, con il chiaro obiettivo di offrire un prodotto che rispondesse appieno ai canoni del momento e che riuscisse comunque a mantenere una forte personalità ed esclusività. Ci sono riusciti? Le immagini parlano da sole. La scelta di optare per linee filanti e spigolose, conferisce un aspetto sportivo ed aggressivo, ottimamente coadiuvato dal doppio scarico sottosella dalla forma triangolare. Nulla è lasciato al caso ed ogni elemento tecnico diventa a sua volta un elemento di design. Il telaio si compone di una struttura centrale in alluminio, a cui si collega una sezione superiore a traliccio di tubi d'acciaio. Il risultato è uno scheletro che garantisce un'ottima rigidità torsionale, ma che lascia spazio a future evoluzioni grazie alla struttura scomponibile. Il monoammortizzatore posteriore è stato infulcrato direttamente al forcellone, seguendo lo schema Cantilever. Tale soluzione, oltre ad un riuscito colpo d'occhio, ha consentito di sfruttare la posizione “canonica” del mono, per far passare i collettori di scarico, a tutto vantaggio della pulizia delle linee e del contenimento dell'interasse.
Meccanica ed elettronica Frutto di tutta l'esperienza del team Ricerca e Sviluppo Aprilia, il motore V90 apre un nuovo corso per la Casa di Noale. La scelta di optare per una conformazione a V di 90° nasce dalla necessità di presentare un motore prestazionale e, al contempo, compatto ed affidabile. Tale architettura consente infatti di ridurre sensibilmente gli ingombri del motore, a maggior ragione grazie al nuovo sistema di distribuzione. Le quattro valvole per cilindro vengono azionate da due alberi a camme spinti da un sistema misto di ingranaggi e catena. Tale soluzione tecnica - ereditata dal V60 della RSV 1000 R - ha consentito di ridurre gli ingombri del motore ottenendo, al contempo, una distribuzione più affidabile. Con 95 cavalli a 9.000 giri e 81 Nm di coppia a 7.000, il nuovo V2 Aprilia si presenta come uno dei bicilindrici più potenti ed in grado di impensierire non pochi "amici" a quattro cilindri!
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