Aprilia Sportcity 250 i.e. - Long Test
TEST RIDE - Aprilia
Aprilia Sportcity 250 i.e. si comporta egregiamente anche sulle strade di collina, dove è possibile apprezzare al meglio l'ottima ciclistica e l'altrettanto lodevole impianto frenante, capace di offrire un'elevata sicurezza anche nella guida sportiva.
Il telaio, realizzato in tubi d’acciaio altoresistenziale, raggiunge una rigidità torsionale molto elevata, a tal punto che consente la rinuncia al tunnel centrale, andandolo a sostituire con una comoda e spaziosa pedana piatta.
L'impianto frenante si compone all'anteriore, di un doppio freno da 260 mm, in grado di garantire spazi d’arresto molto contenuti, dell’ordine di 10 metri da 50 km/h e 32 metri da 90 km/h: valori decisamente interessanti e molto importanti per un mezzo che percorre principalmente strade cittadine trafficate.
La posizione in sella è molto comoda, anche grazie ad una buona distanza tra seduta e manubrio che non affatica schiena e braccia, “costringendo” ad una corretta postura. L’altezza di 780 mm da terra consente poi un sicuro appoggio al suolo, anche ai meno baciati in fronte dalla Dea altezza.
Il passeggero, pur viste le ridotte dimensioni dello scooter, dispone di un buono spazio e le maniglie posteriori garantiscono una presa sicura e comoda. Piccolo neo sono le pedane: poste in posizione troppo avanzata, creano qualche intralcio nell'appoggio a terra dei piedi del guidatore, spesso e volentieri costretto a portare in avanti le gambe per non “sbattere” sui piedi del compagno di viaggio.
Le sospensioni lavorano molto bene sia nella guida solitaria che in quella accompagnata, anche se – per entrambi i casi – un settaggio leggermente più rigido avrebbe reso ancor più piacevole la guida sportiva, penalizzando però quella di tutti i giorni.
A dar manforte concorrono poi i cerchi da 15” che “vestono” pneumatici molto generosi e con la spalla bella alta (120/70 all’anteriore e 130/80 al posteriore), che aiutano, e non poco, le sospensioni nel gravoso compito di assecondare tutte le asperità del terreno.