BMW R 1150 R Rockster: Test Ride
TEST RIDE - BMW
Guida da grandi
La posizione di guida è fondamentalmente di stampo turistico: il busto è quasi dritto, il carico del corpo sull’avantreno non è eccessivo, l’ampia sella fornisce una seduta comoda sia al pilota, che al passeggero, le pedane sono alte e comode per viaggiare.
In generale, però, sembra che la moto sia stata progettata principalmente per utenti di grandi dimensioni: la sella è molto alta (un pilota di statura media tocca terra in punta dei piedi), è necessario stendere le braccia di molto in avanti per agguantare il largo manubrio, e perfino la strumentazione sulle manopole non è facilmente raggiungibile se non da mani particolarmente grandi!
Non è di facile raggiungimento nemmeno la stampella laterale, il cui raggiungimento, quando lo si vuole far rientrare, richiede una totale distensione della gamba e del piede sinistri, e qualche secondo di pazienza. E’ comunque disponibile, come optional, anche il cavalletto centrale.
Qualche miglioria sulla strumentazione…
Sul cruscotto, i quadri di tachimetro e contagiri sono di chiara e facile lettura, e le spie sono tutte ad immediata disposizione dello sguardo di chi guida; meno diretto, invece, è l’utilizzo degli strumenti a manubrio: i pulsanti degli indicatori di direzione, sono posizionati ciascuno sotto ad ogni blocchetto elettrico, ma questo crea qualche difficoltà nell’accensione della freccia destra e nell’azionamento del vicino pulsante di spegnimento, in quanto entrambi sono collocati un po’ troppo lontani dalla manetta, e spesso è necessario dover “pelare” il gas od allentare un po’ la presa sulla manopola per raggiungerli.
Anche il tasto verticale dell’accensione elettronica e la relativa levetta di spegnimento del motore, subito sopra, e quello, sulla sinistra, di azionamento simultaneo delle quattro frecce, risentono dello stesso problema, mentre il tasto di regolazione abbagliante/anabbagliante dei fari, è posto in posizione più comoda, ma la funzione di lampeggiamento vuole una certa forza del pollice sinistro per funzionare.
In generale, insomma, anche la strumentazione rispecchia il carattere duro di questo mezzo, richiedendo sempre molta decisione per essere utilizzata al meglio; anche la manopola del gas non è esclusa da questo tipo di considerazioni, infatti tenerla spalancata a lungo in autostrada non è un gioco da ragazzi, e dopo un po’ si rischia l’indolenzimento della mano destra per la forza che ci si deve mettere.
Gli specchietti retrovisori di primo acchito possono sembrare un po’ troppo piccoli, ma in realtà le dimensioni ridotte forniscono l’innegabile vantaggio di ridurne le vibrazioni al minimo anche a velocità autostradali, permettendo di avere sempre una buona visibilità; e poi, comunque, così sono indubbiamente più belli!