BMW R1200 GS: Test Ride
TEST RIDE - BMW
Roma - Rivoluzionaria, come sempre…
BMW R1200 GS: Test Ride. Roma - "Disordine organizzato". Due parole semplici, forti, cariche di significati ma soprattutto in netta contrapposizione tra loro...proprio come le virtù che si celano nel progetto R1200 GS, assolutamente originale, personale ed anticonformista da un punto di vista estetico quanto razionale, precisa e "ragionata" da un punto di vista tecnico, dinamico e costruttivo.
Le sue nuove forme possono piacere o non piacere, e probabilmente chi non l'amava prima non l'amerà nemmeno ora, ma l'evoluzione stilistica che in interessati in particolar modo il "becco" ed il suo sguardo asimmetrico, la rendono ancor più moderna, attraente e funzionale rispetto alla precedente generazione.
Minimalista
Ovviamente, non è bastata solamente la ridefinizione stilistica di alcuni particolari per accontentare la fantasia dei tecnici BMW Motorrad: l'obiettivo da raggiungere, curiosamente, era un altro ed è stato materialmente rappresentato da una tanica, in bella mostra durante la conferenza stampa di presentazione, riempita con la bellezza di 30 litri d'acqua...
Proprio quel curioso oggetto, che ha abitato moralmente i pensieri degli ingegneri e fisicamente gli uffici progettazione durante tutto il tempo di gestazione, ha rappresentato l'esatto obiettivo da raggiungere, equivalente alla massa da recuperare rispetto alla GS in vendita fino ad oggi.
Questa R1200 GS, insomma, non nasce solo per accontentare l'occhio, ma anche per rendere felici i palati più fini, quelli che ritenevano eccessivi i quasi 260 Kg, in ordine di marcia, dichiarati da BMW per la precedente generazione.
A ridursi, e non di poco, sono anche le dimensioni globali, in particolar modo nelle zone vitali, come ad esempio quella del serbatoio: rimangono a disposizione dei grandi kilometristi più di 20 litri di benzina, sia chiaro, ma ora le sue forme sono più sportive, più adatte ad accogliere la classica posizione "in piedi sulle pedane", necessaria per affrontare con sufficiente controllo e reattività un tratto sterrato a velocità sostenuta.
Dimagrisce anche la sella, che mantiene la classica soluzione sdoppiata offrendo però nuovi fianchi più rastremati, studiati per consentire più libertà di movimento ed una maggiore facilità nel mettere a terra i piedi: come se non bastasse, ora può anche essere regolata in altezza, passando da 860 ad 840 mm da terra...e per chi la moto non se la sentisse ancora cucita addosso, BMW ha previsto anche due selle opzionali, una rialzata che consente di toccare quota 890 mm ed una ribassata, che porta l'altezza minima da terra a soli 810 mm.
Un lifting per il boxer
Così uguale e così diverso, il boxer BMW soprende per la sua capacità di restare fedele al suo progetto originale adattandosi ai tempi, alle nuove leggi antinquinamento, alle esigenze sempre più sportive dei clienti di tutto il mondo.
Il 1200 che spinge la GS è lo stesso che abbiamo avuto già modo di assaporare nelle tranquille vesti della R1200 C Montauk, E' tutto nuovo ed è riconoscibile dalle rinnovate coperture delle teste, dall'aspetto molto aggressivo e tagliente, e si differenzia dalla precedente generazione per una innumerevole quantità di modifiche tecniche interne: le più importanti riguardano l'aumento dell'alesaggio, passato da 70.5 mm a 73 mm, le nuove testate, ora dotate di valvole da 36 mm in aspirazione contro i precedenti 34 e 31 allo scarico contro i precedenti 29, e l'albero motore, più compatto e leggero e tenuto a bada, nei suoi "movimenti vibratori", da un nuovissimo contralbero di equilibratura.
La ridefinizione delle componenti interne non ha toccato "solo" questi elementi, ma anche il basamento è stato riprogettato, assicurando più leggerezza, grazie al minor spessore delle pareti, ma allo stesso tempo anche più robustezza. Novità anche per la frizione, sempre monodisco a secco, passata da 165 a 180 mm.
La direttrice d'orchestra, come al solito, è una sofisticata iniezione elettronica, che tiene sotto controllo innumerevoli parametri assicurando sempre il massimo delle prestazioni, il minor impatto ambientale, collaborando a stretto contatto con il raffinato sistema di accensione a doppia candela "Two Spark", in grado di adattare il punto di accensione in relazione al regime di rotazione, al carico, ed al tipo di benzina utilizzato (funziona correttamente anche con la 91 ottani…).
Un lifting motoristico completo, insomma, che tradotto in numeri significa 3 kg in meno rispetto alla precedente generazione, 1170 cc di cilindrata e 100 CV di potenza massima, ai quali si abbinano la bellezza di 115 Nm di coppia massima ed il pieno rispetto della rigida anti-inquinamento Euro 2.
Anche gli organi accessori del propuslore hanno subito una massiccia cura dimagrante: lo scarico pesa ora il 33% in meno (10.7 kg complessivi), ed anche molti degli elementi elettrici, a partire dall'alternatore per arrivare alla batteria - senza manutenzione - passando per il motorino d'avviamento hanno perso migliaia di grammi.
Nuovo cambio
Novità importanti anche per il cambio che, come al solito, è posizionato all'esterno del blocco motore e pesa la bellezza di 13 kg in meno rispetto alla 1150: tutta la parte meccanica, infatti, è stata riprogettata, per richiedere intervalli di manutenzione ridotti al lumicino e garantire prestazioni più sportive, grazie anche ad una 6a marcia che recita un ruolo di protagonista e non di semplice overdrive.
Sospensioni e ciclistica perferzionate
Telelever e Paralever rimangono al loro posto ma subiscono delle evoluzioni abbastanza importanti.
Il Paralever - leggasi sospensione posteriore - ora è realizzato in alluminio pressofuso, pesa il 10% in meno ed assicura un considerevole aumento di rigidità; le nuove geometrie, che hanno previsto lo spostamento sulla parte superiore del puntone di contrasto, garantiscono un beccheggio limitatissimo ed una maggiore luce a terra, senza andare a sacrificare l'escursione che raggiunge l’eccellente quota di 200 mm.
Riviste anche il Telelever. Anche in questo caso, i tecnici BMW sono intervenuti per migliorare geometrie e cinematismi con lo scopo di eleminare il beccheggio in frenata. Notevole l'aumento del diametro degli steli, passati da 35 a 41 mm, che "lavorano" in simbiosi con un ammortizzatore centrale regolabile regolabile nel precarico ed in grado di garantire la bellezza di 190 mm di escursione.
I particolari contano
La R1200 GS, di serie, viene fornita con dei nuovi cerchi in lega dall’aspetto molto piacevole. Ma per gli amanti dello spirito "adventure" sono disponibili delle bellissime ruote a raggi, così come il kit paramani, le manopole riscaldabili, l'impianto frenante dotato di un sofisticato ABS integrale, che tiene a bada due dischi da 305 mm all’anteriore ed un singolo da 265 al posteriore.
Completamente nuovo anche l’impianto elettrico: dietro l’interessante nome di "Single-Wire-System" si cela una concezione completamente nuova della rete di bordo, con l’adozione dell’elettronica e della cosiddetta tecnologia CAN-bus (Controller Area Network).
Nonostante la riduzione del numero di cavi, questa rete offre un numero ben più grande di funzioni rispetto ad un sistema tradizionale, con il vantaggio di “riassumere” tutto in una sola linea di comunicazione a due conduttori (ecco il perchè del nome "single-wire").