Derbi Mulhacèn 659 - Test Ride
TEST RIDE - Derbi
Non passa certo inosservata e ci si diverte davvero!
Derbi Mulhacèn 659 - Test Ride. Barcellona - Se qualcuno avesse sbirciato sotto la visiera del nostro casco finita la prova della Derbi Muhlacèn 659, avrebbe scoperto un sorriso a 32 denti stampato sul viso: perché è così che si è manifestato il nostro apprezzamento per quest’ ultima creazione della casa spagnola Derbi. Anch’essa è frutto della vivacità industriale dell’azienda catalana, che sforna novità a getto continuo e contribuisce a consolidare i bilanci di Piaggio, di cui Derbi fa parte.
Strana... ma vera
Chi vede la Derbi Muhlacèn 659 per la prima volta di sicuro non resta indifferente. Il suo design, volutamente ispirato alle scrambler del passato che evocavano sentimenti di libertà assoluta, colpisce ed attira l’attenzione della gente comune, che si gira incuriosita al passaggio di questa novità spagnola. Le quote dimensionali assolutamente contenute, le grandi ruote da 18” con pneumatici misti e il voluminoso scarico sono alcuni degli elementi caratterizzanti l’estetica di questa moto, che vuole trasmettere emozioni non soltanto da ferma, ma anche e soprattutto nella guida. La componentistica è di qualità: fanno bella mostra di sè la forcella Marzocchi da 43 mm, i dischi Wave dal profilo dentato sui quali lavora anteriormente una pinza ad attacco radiale e pompa radiale, entrambi forniti da Brembo, e l’originale sistema ammortizzante posteriore, dotato di un monoammortizzatore posto sul lato destro del forcellone oscillante (in alluminio fuso) che lavora unitamente ad un sistema di bielle per garantire la progressività dell’insieme. L’originalità quindi non manca, ed il richiamo alle moto da dirt-track del passato è evidente; resta da verificare se la presenza di queste prelibatezze tecniche, avvolte in un vestito completamente inedito, si traduce poi in piacere di guida.