Su strada: finche si va dritti cambia poco, ma poi…Un cambiamento veramente radicale che stravolge il modo di vedere la Monster ma che non ne cambia troppo l’impostazione in sella. Il busto rimane piuttosto verticale mentre le ginocchia, per via della vicinanza della sella alle pedane, “lavorano” con qualche grado di inclinazione di troppo…in particolar modo se si supera il metro ed ottantacinque.
Polsi e braccia sono sostanzialmente esentati da particolari sforzi anche se, una volta superati i 120 km/h, c’è bisogno del loro intervento per rimanere in sella: la piccola linguetta montata sopra al faro certamente aiuta, ma chi compra una naked sa bene di dover scendere a patti con Eolo…e qualche ora di palestra può risolvere la situazione.
Insomma, Monster continua a rimanere una moto sostanzialmente scomoda alle alte velocità ma se la volontà è quella di girellare costeggiando laghi o arrampicandosi tra i tornanti di montagna, allora il discorso cambia radicalmente e la bellezza della S2R emerge come per magia.
Attenzione però. Finche si va dritti, non c’è alcuna differenza rispetto alla “ottocento” tradizionale ma appena si arriva in curva il discorso cambia notevolmente.
Grazie alla nuova impostazione ciclistica la S2R appare più veloce e rapida nello scendere in piega ma anche più “massiccia” nella percorrenza di curva. Il merito è sicuramente da attribuire alla precisione della nuova sospensione posteriore ed della taratura leggermente più sportiva della forcella…sta di fatto che per sfruttare a fondo gli infiniti angoli di piega concessi dalle Pirelli Diablo non bastano le montagne.
Così, presi dall’euforia di avere tra le gambe un Monster così performante, abbiamo raggiunto la nostra abituale pista di test, l’AdriaRaceWay (per prenotazioni di prove libere è possibile consultare il sito
www.adriaraceway.com) ed abbiamo dato sfogo all’ottantina di puledri racchiusi nel twin di Borgo Panigale.