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Ducati Multistrada: Test Drive
TEST RIDE - Ducati
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Il nuovo bicilindrico 1000 DS
Anche se da fuori può sembrare il classico V90° Ducati, il bicilindrico 1000 DS è un propulsore completamente nuovo.

Semplice e leggero, non ha bisogno di radiatori, pompe dell'acqua, tubi, serbatoi e nemmeno la necessità di cercare compromessi nella disposizione degli accessori in funzione del sistema di raffreddamento ad acqua, perché il raffreddamento avviene, come accade per molti altri propulsori Ducati, con il passaggio dell’aria.

I vantaggi sono notevoli anche a livello di manutenzione, perché in officina si perde meno tempo e, di conseguenza, i costi di manutenzione risultano più contenuti.

Le novità più importanti riguardano il sistema d’accensione, ora a doppia candela per cilindro, e gli alberi a camme che non ruotano più su cuscinetti a sfere ma su cuscinetti idrodinamici, riducendo le parti in movimento e favorendo la dispersione del calore.
E’ stata cambiata anche la forma dell’albero motore con masse più centralizzate e diversa disposizione dei fori di mandata dell'olio, ottenendo un albero motore più rigido, con minori vibrazioni e maggiore affidabilità.

Altre modifiche minori riguardano il sistema di lubrificazione, la campana frizione, i dischi conduttori ed i dischi condotti sono ora interamente realizzati in una lega speciale di alluminio.

I valori di potenza e coppia sono decisamente interessanti, visti gli 84CV a 8000 giri e gli 84Nm di coppia a soli 5000 giri, ed in grado di assicurare grande piacere di guida ed ottime prestazioni.

Su strada
Che piaccia o non piaccia, la “SUV” di Borgo Panigale rappresenta la soluzione motociclistica più adatta ad ogni situazione, che essa sia il traffico cittadino, una giornata in montagna, un percorso sterrato verso la via del mare o i cordoli di un autodromo.
Una moto totale insomma, perché, quasi non se ne accorgesse, la Multistrada è in grado di soddisfare ogni più disparata esigenza motociclistica, senza dimenticare una prepotente carica di personalità che la distingue, al primo sguardo, da qualunque altra due ruote sul mercato.

Il propulsore 1000 DS è indubbiamente l’ingrediente più importante del il cocktail “made in Ducati”, perché è proprio grazie alla sua generosità che il pilota può provare forti emozioni nella guida sportiva, senza dimenticare quella gran bella dose di coppia che permette di muoversi, dimenticandosi del cambio, nel traffico cittadino o nelle tranquille gite domenicali.

Per gli amanti dell’uso del cambio, segnaliamo che in città è meglio tenere a bada il polso destro, perché in prima, seconda e terza marcia non è difficile incappare in spettacolari derapate, condite dal sound travolgente del bicilindrico Desmo, davvero piacevoli per gli spettatori amanti della SBK o della MotoGp ma un po’ meno apprezzati dalle Forze dell’Ordine…

Quanto a prestazioni pure, una “scappatina” presso l’autodromo di Adria ci ha dimostrato come le potenti e supertecnologiche 600 giapponesi non siano in grado di tenere il passo della Multistrada in uscita di curva, recuperando qualche metro, ovviamente, al termine dei rettifili, nelle staccate più impegnative e nella velocità di percorrenza delle curve. Da sottolineare l'ottimo funzionamento dell'impianto frenante, modulabile e potente al punto giusto.
Una vera dimostrazione di forza, perché, in un ambiente non propriamente adatto alle sue caratteristiche, la Multistrada ha saputo dare filo da torcere a molte blasonate "avversarie", e non vogliamo nemmeno pensare di cosa sarebbe stata capace di fare con delle gomme “race” ed una taratura delle sospensioni più idonee allo stress della pista…

Il capitolo “sella” merita una parentesi a sé. Dura è dura, non c’è dubbio, e nelle lunghe trasferte autostradali, forse una imbottitura più morbida renderebbe la vita più facile.
E’ anche vero però, che in città o in una bella gita domenicale, vero pane della Multistrada, questo piccolo “difetto” diventa un vantaggio, perché la sensibilità di guida aumenta ed in qualsiasi caso, visti i continui cambi di posizione di curva in curva, i muscoli interessati non hanno materialmente il tempo di affaticarsi troppo.

Per quanto riguarda i consumi, segnaliamo che in 1552 Km, percorsi in un 30% d'autostrada, 40% strade statali e montane, ed il rimanente 30% in città, abbiamo consumato un totale di 97 litri di benzina, per una media complessiva di 16 Km/litro.

In conclusione, consigliamo a chi fosse ancora indeciso su che moto prendere il prossimo anno, di fare una bella visitina alla concessionaria Ducati più vicina a casa vostra, chiedendo, anche solo per curiosità, una prova su strada. C’è di che divertirsi.

In questa prova:
- Casco Vemar VSS
- Tuta Spyke divisibile "Bat"
- Stivali Gaerne
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