Harley Davidson VRSC V-Rod: Test Drive
TEST RIDE - H. Davidson
La ciclistica Curato e affascinante, come da buona tradizione Harley-Davidson. Un elemento strutturale importante, ma prima di tutto un oggetto di design studiato per sposarsi alla perfezione con le rinnovate caratteristiche del propulsore. Costruito in tubi d’acciaio, incorpora il motore per mezzo di supporti elastici, è verniciato a polvere in argento ed è sagomato utilizzando la tecnica dell’hydroforming: non più macchine e calore per piegare l’acciaio, ma potenti getti d’acqua ad altissima pressione indirizzati verso i punti da curvare, una tecnica nata per non stressare i materiali rendendo tutta la struttura più rigida e duratura nel tempo. Il forcellone posteriore è anch’esso un’opera d’arte. Costruito in alluminio presso fuso e lucidato a specchio, è un vero esempio di come si possano integrare elegantemente funzionalità e design. Il suo movimento è regolato da due ammortizzatori regolabili. Per quanto riguarda la forcella anteriore, è da segnalare l’adozione di steli da 49mm, le cui piastre sono inclinate di ben 38°. Un’inclinazione notevole, che dona alla V-Rod un interasse di 1715mm… Un’altra vera rivoluzione sono gli pneumatici, i D207 prodotti dalla Dunlop con tecnologia radiale, la stessa usata per le supersportive “pronto pista”. Hanno un diametro di 19” per l’anteriore e 18” per il posteriore, con misure che passano dal 120/70 al 180/55, senza dubbio le più generose mai viste su una Harley Davidson. Sembra leggera, ma non lo è: 270kg a secco sono un valore decisamente elevato, che salgono ulteriormente con olio e pieno di benzina.
Su strada Tutto un altro mondo rispetto alle tradizione Harley. C’è poco da fare, la V-Rod si ama o si odia. Il propulsore è un vero portento, in grado di riprendere senza ripensamenti già da 2000 giri/min per poi scatenarsi superata quota 5000. Da lì in poi, fino a 9000 giri/min, è tutta sportività, poche vibrazioni ma anche poco rumore, il che non guasta durante la guida ma leva un po’ di quel fascino, tipico Harley, ammirandola da spettatore. 225km/h ed un’accelerazione da brivido sono un bel biglietto da visita per chi cerca emozioni, assicurandovi che alla guida c’è da divertirsi lungo i percorsi veloci ed un po’ da sudare percorrendo i tornanti montani, perché il passo è molto lungo e la capacità di inclinazione non è poi così ampia come gli pneumatici permetterebbero. La frizione idraulica offre un comando tutto sommato morbido ed il cambio si rivela molto efficace, anche se a caldo qualche raro impuntamento in scalata non manca. I freni si sono comportati sempre nella migliore delle maniere, assicurando sempre un mordente ed una resistenza a prova di bomba, il tutto condito da una modulabilità eccezionale.
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