Honda SilverWing 400 – Test Ride
TEST RIDE - Honda
La qualità dei materiali e degli assemblaggi viene confermata anche da questi due porta oggetti, rimasti perfettamente chiusi anche dopo il classico “vibro-massaggio” dovuto alle condizioni spesso disastrate delle nostre strade.
Il vano sottosella offre infine un altro valido rifugio ai beni ingombranti, grazie ad una capacità molto elevata che può ospitare comodamente fino a due caschi integrali.
Grande sì, ma decisamente semplice
Honda SilverWing 400 certo non vince il premio di scooter più leggero del segmento. Grazie ai suoi 228 Kg, strizza l’occhio più alle moto di grossa cilindrata che agli scooter, ma in fatto di maneggevolezza si riscatta e con gli interessi. La facilità di utilizzo è veramente notevole. Una volta in marcia il peso sparisce completamente lasciando spazio ad una guida facile ed intuitiva adatta anche ai più inesperti, grazie soprattutto ad una ciclistica ed una distribuzione dei pesi degna di un marchio con una solida tradizione motociclistica alle spalle.
Il propulsore bicilindrico parallelo 8 valvole da 398 cc e 38 cavalli, offre un’erogazione lineare e continua, grazie ad una trasmissione che garantisce un’ottima spinta fin dai bassi regimi di giri, vero tallone d’Achille di molti scooter di questa categoria.
La ciclistica, che tanto lodavamo prima, si compone di un telaio tubolare d’acciaio, da sospensioni con forcella teleidraulica con steli da 41 all’anteriore ed un doppio ammortizzatore regolabile al posteriore. Tale struttura consente una feeling diretto con lo scooter, garantendo sempre sensazioni precise di ogni reazione, anche minima, di Honda SilverWing 400. La maneggevolezza è quindi molto buona anche se, nel caotico traffico cittadino, dimensioni e pesi importanti possono causare qualche difficoltà nelle manovre a bassa velocità, arginabile comunque semplicemente con una maggiore conoscenza del mezzo.