Audi A6 allroad quattro – Test Drive
TEST DRIVE - Audi
Paraurti robusti, passaruota allargati, rivestimento dei fascioni sottoporta conferiscono ulteriore muscolosità al corpo macchina, completato da proiettori fendinebbia, lavafari e sensori luci e pioggia di serie. Non possiamo dimenticare i gruppi ottici posteriori a LED e i bei cerchi da 17 o 18 pollici dai diversi disegni.
Nell’abitacolo rientriamo nel campo del benessere fisico, dove la comodità si sposa con un’eleganza che appare sotto forma di un lusso discreto, appena accennato, astuto oseremmo dire. Lo studio degli spazi è oculato, l’ergonomia precisa, i materiali ottimi al tatto, per interni che risultano raffinati e originali, non di certo per l’uso di inserti in radica ormai troppo diffusi, ma piuttosto per la soluzione bicolore della selleria (sei rivestimenti differenti) e per lo scenografico display della consolle centrale del computer di bordo (interfaccia MMI). Funzionale il quadro comandi, anche se una tale abbondanza di elettronica difficilmente può essere immediatamente intuitiva. Il piccolo display posto nel quadro strumenti riassume utilmente gli elementi essenziali del computer di bordo (comprese le indicazioni del navigatore satellitare e della radio), soluzione che troviamo intelligente, in quanto ci sembra evidente che sia di più immediata consultazione impedendo così pericolose distrazioni.
Le dimensioni - 4.934 mm di lunghezza, 1.862 mm di larghezza, dai 1.459 ai 1.519 mm di altezza a seconda della posizione delle sospensioni pneumatiche adaptive air suspension - suscitano un certo rispetto e ci ricordano, come se fosse necessario, che Audi A6 allroad quattro è un’auto di fascia piuttosto alta. Nel vano bagagli – con capacità di carico ampliabile da 565 a 1.660 litri – sono integrati due binari, muniti di un elemento che impedisce ai bagagli di spostarsi durante la marcia.