Moto Guzzi Norge 1200 – Test Ride
TEST RIDE - Moto Guzzi
Squadra che vince non si cambia, ma si migliora!
Un vitale doppio nodo lega da sempre il marchio Guzzi al bicilindrico a V di 90°. Inutile quindi dire che anche in Norge 1200 pulsa lo storico cuore di Mandello del Lario. Certo, la base di partenza è sempre la medesima, ma Moto Guzzi ha giustamente ritenuto di doverla aggiornare alle nuove esigenze da Gran Turismo ed ecco quindi che arrivano addirittura a 60 le novità del motore, fra le quali anche i cilindri, i pistoni, il basamento, le teste, il sistema di scarico con collettore a doppia canna e perfino la lubrificazione. L’olio, in pratica, non soltanto lubrifica ma contribuisce al raffreddamento (30-40° in meno).
La cilindrata effettiva è di 1.151 centimetri cubici mentre la potenza è di 95 cavalli a 7.500 giri con una coppia massima di 100 Nm a 5.800 giri: l’intera potenza viene trasmessa dal propulsore a V di 90° (una leggenda) alle ruote dal Ca.R.C., il cardano reattivo compatto, un brevetto Moto Guzzi.
Rassicurante borbottio
Non ci resta a questo punto che accendere questa nuova Moto Guzzi Norge 1200. Una voce da baritono, accompagnata da uno “scossone”, ci conferma senza alcun dubbio il risveglio del bicilindrico di Mandello. Gli ottanta centimetri da terra non creano alcun ostacolo ad un sicuro appoggio a terra dei piedi, grazie ad una sapiente conformazione della sella e del serbatoio.
La posizione risulta molto comoda “obbligando” il centauro ad una corretta postura adatta a macinare chilometri senza temere dolori alla schiena. Incastonata nella carena dimora comodamente la completa strumentazione, analogica e digitale, che racchiude anche il computer di bordo, facilmente interrogabile grazie ai comandi posti sulla manopola.
Come è giusto che sia visto il segmento, nella manovre da ferma Moto Guzzi Norge 1200 dimostra tutto il suo peso ed i suoi ingombri, rendendo un po’ complicati e laboriosi i movimenti.