Moto Guzzi V11 Le Mans: Test Ride
TEST RIDE - Moto Guzzi
Bussola please. Visto e considerato che l’attuale tendenza è quella di “creare” moto dotate di piastre di sterzo e pedane a due spanne da casco e sella…, si può tranquillamente affermare come la posizione di guida offerta dalla Moto Guzzi V11 sia da considerare come la classica mosca bianca…
Seminanubri e pedane piuttosto alti ed avanzati, infatti, costringono il pilota ad una postura molto sdraiata, perfettamente allineata con quanto indicato dal quel “manuale della sportiva perfetta”, messo al bando con l’avvento degli anni ’90 e per questo completamente estranea a molti giovani motociclisti.
Tam tam. Da brivido l’avvio del propulsore di Mandello. E perfettamente percepibile come la compressione del bicilindrico richieda uno sforzo notevole a motorino di avviamento e batteria…ma una volta avviato, il tam tam di questo bicilindrico è qualcosa di unico ed inimitabile, Non solo aspirazione e scarico, infatti, ma anche un “romantico” ticchettio meccanico, tipico dei propulsori ad aste e bilancieri raffreddati ad aria.
226 kg è il peso dichiarato a secco, e da fermo non è difficile capire come questo dato corrisponda a verità. In movimento, invece, le cose cambiano radicalmente, perché il buon bilanciamento dinamico consente di muoversi in modo piuttosto disinvolto anche nel traffico cittadino.
Non è difficile capire però, che rotatorie e semafori non sono il suo habitat naturale. Non lo è nemmeno la pista però, perché nonostante le sospensioni Ohlins ed altri dettagli tecnici particolarmente performanti, come l’impianto frenante Brembo Serie Oro, la scarsa luce a terra e le limitate potenzialità del telaio ne plafonano inevitabilmente le prestazioni.
A questa V11 Le Mans piace essere guidata, magari proprio lungo le strade che costeggiano il Lago di Lecco, a pochi chilometri dalla Moto Guzzi oppure lungo percorsi appenninici o alpini, ricchi di tornanti da pennellare e curvoni da raccordare con grande efficacia, facendo affidamento sulle notevoli qualità di erogazione assicurate dal “coppioso” millecento bicilindrico.
Il cambio è decisamente migliorato rispetto ai modelli a cinque rapporti che l’hanno preceduto. Non è più duro e scorbutico come in passato ed anche a caldo, non si rilevano i fastidiosi impuntamenti a caldo che prima arrivavano puntuali come un orologio svizzero. Davvero eccezionale il comportamento della frizione a secco, che vanta un comando piuttosto duro da azionare, ma comunque ben modulabile e non certo privo di quel classico ticchettio che anche i ducatisti hanno imparato a conoscere ed apprezzare a frizione premuta in attesa del…verde.
Che piaccia o non piaccia da un punto di vista stilistico, il cupolino si dimostra estremamente protettivo da un punto di vista aerodinamico, permettendo a pilota e passeggero trasferimenti autostradali piuttosto confortevoli, anche perché non condizionati da eccessive vibrazioni su manubrio e pedane.
In buona sostanza, questa V11 Le Mans è una motocicletta studiata per chi è alla ricerca di una moto con la quale condividere panorami senza per questo lasciare in garage il piacere di guidare. I difetti sono pochissimi, ma si sa…le motociclette italiane hanno un’anima e spesso, quello che agli occhi dei perfezionisti può apparire come un limite, per un Guzzista con la “G” maiuscola non può che essere un…pregio.
Si fa notare positivamente anche il prezzo, pari a 12.390 euro. Vista e considerata la qualità del prodotto, la richiesta economica ci pare più che adeguata.
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