Suzuki SV 650 e 650S: Test Drive
TEST RIDE - Suzuki
New look per l’anti-Monster giapponese
Suzuki SV 650 e 650S: Test Drive. Anche per la “piccola” naked di Casa Suzuki è venuta l’ora di un sostanzioso restyling, ormai indispensabile per rilanciare un successo di vendite davvero eccezionale.
Le forme morbide ed arrotondate che caratterizzavano il modello precedente, hanno lasciato il posto a linee più tese e senza dubbio più personali e sportive, con un codone “sparato” verso il cielo, nel quale è stato incastonato uno splendido gruppo ottico a LED, disposto su due strisce verticali.
Novità sostanziose anche per il propulsore, ora ad iniezione elettronica, e per il telaio, che abbandona il traliccio di tubi d’alluminio, per sposare una soluzione più tradizionale, dinamicamente più efficace ed esteticamente in linea con i nuovi canoni di design.
Oltre a tutte queste novità, la versione S trova anche un nuovo cupolino, più affilato e tagliente ma anche più affascinante, anche se, a nostro parere, molto simile ad alcune soluzioni stilistiche “made in Yamaha”.
Carburatori addio
Il già eccezionale propulsore bicilindrico di 645cc è stato ulteriormente migliorato. Abbandonati i carburatori, i tecnici Suzuki hanno adottato il sistema di iniezione digitale SDTV, esclusivo Suzuki, in grado di assicurare un funzionamento ancor più regolare, più potenza e coppia oltre che emissioni inquinanti nettamente più ridotte.
L'iniezione SDTV usa una valvola a farfalla secondaria in ciascun corpo farfallato di 39 mm per controllare l'immissione dell'aria e mantenere la velocità dei flussi di aspirazione, regolarizzando l'erogazione della potenza.
Mentre la farfalla primaria è direttamente comandata tramite l'acceleratore, la farfalla secondaria è mossa da un servomotore compatto controllato dalla centralina di gestione del motore a 32 bit, detto anche Modulo di Controllo Elettronico, o ECM.
La posizione della valvola a farfalla secondaria, così come l'apertura degli iniettori e la fase di accensione è variata dall'unità ECM che controlla ad ogni attimo la posizione dell'acceleratore ed i giri motore.
Per ridurre ulteriormente le emissioni la SV650 utilizza il sistema PAIR (Pulsed secondary air injection), che invia aria fresca nei condotti di scarico per permettere una migliore ossidazione degli idrocarburi incombusti.
La SV650 utilizza anche un catalizzatore e pertanto rientra pienamente nelle norme sulle emissioni Euro 2.
La configurazione dei cilindri a 90° assicura un bilanciamento perfetto delle masse e pertanto le perdite meccaniche sono davvero minime. Ogni cilindro ha una testata a quattro valvole, bialbero e punterie a bicchierino.
Aumenta di qualche CV la potenza massima, che ora tocca quota 72CV, ma quello che impressiona è la coppia massima, di 64Nm disponibile già a 7200 giri al minuto. Un risultato eccellente, tenendo conto della cilindrata e del “tappo” del catalizzatore, che regola i gas secondo le rigide normative Euro2.
Il cambio è a sei rapporti, ben spaziati, in grado di assecondare al meglio le caratteristiche di erogazione della coppia motrice, permettendo ad ogni pilota performance ottimali in ogni percorso.
Naturale evoluzione
Il nuovo telaio della SV650 ha una struttura in lega di alluminio con travi laterali a reticolo interno ed elementi portanti pressofusi. La pressofusione utilizzata per il telaio si avvale di un nuovo sistema a depressione atto ad eliminare l'aria che si forma nello stampo durante
l'iniezione del materiale. Si ottiene quindi una maggiore rigidità e compattezza con una diminuzione di peso di 3,0 kg rispetto alla versione precedente.
L'ammortizzatore posteriore lavora tramite un leveraggio progressivo che garantisce un'escursione della ruota posteriore di 137,7 mm. Il precarico della molla è regolabile.
La forcella ha steli da 41 mm ed è dotata di precarico regolabile della molla e permette un'escursione della ruota di 130 mm.
La maggiore rigidità torsionale di questi due nuovi elementi non va a discapito del confort, anzi, le sospensioni ora “lavorano” meglio, rendendo l’SV meno faticosa, più precisa e prevedibile anche nelle mani di piloti meno esperti.
Il reparto frenante è composto anteriormente da pinze a doppio pistoncino, che agiscono sui due dischi freno anteriori flottanti da 290 mm e posteriormente da una pinza a pistoncino singolo abbinata ad un disco da 220 mm.
Le ruote sono entrambe da 17” ed ospitano pneumatici radiali 120/60-17 e 160/60-17.