Suzuki GSX-R 600 K5: Test Ride
TEST RIDE - Suzuki
Adria - Piuma sì, ma che muscoli!
Suzuki GSX-R 600 K5: Test Ride. Adria - Seguendo la filosofia "made in Japan" di un modello completamente nuovo ogni due anni, la più piccola delle “Gixxer” – così la chiamano gli americani – si è presentata al mercato nel corso del 2004 ricca di novità e “chicche” tecnologiche che, secondo noi di Infomotori.com, la inquadrano come una delle seicento più interessanti del mercato.
Il bello di questa moto, però, è che a prestazioni entusiasmanti si affianca una discreta capacità di assicurare confort, grazie ad una carena in grado di assicurare grande protezione aerodinamica ed a misure che…non richiedono il patentino di “fantino” per affrontare serenamente una domenica da 3/400 km.
Da fermo colpisce
La prima cosa che colpisce della più piccola delle GSX-R è la dotazione tecnica. Forcella a steli rovesciati, pinze freno e relativa pompa idraulica di tipo radiale, un bel telaio in alluminio e la forza di 120 CV…sprigionati da un propulsore che non rinuncia a nessuna delle ultime tecnologie, valvole in titanio comprese.
Un cocktail a dir poco esplosivo…shakerato e presentato con il fare classico Suzuki, ovvero tantissima sostanza e poche trovate “ad effetto”.
Il suo design è una profonda evoluzione di quanto proposto dal modello che l’ha preceduta, ma è evidente il sostanzioso processo di modellatura in galleria del vento così come si fanno notare i tratti stilistici dei gruppi ottici, che appaiono aggressivi ed allo stesso tempo perfettamente integrati alle forme del “vestito”.
Parlavamo di dimensioni “umane” ma, in ogni caso, GSX-R 600 K5 è decisamente più compatta, ad esempio, rispetto alla precedente K3: la sezione frontale, ad esempio, è più stretta di 43 mm ed anche il serbatoio, notoriamente molto ampio, è stato snellito di 20 mm.
Tecnica: 4 cilindri di nuova generazione
Potenti ed aggressivi lo sono da sempre, ma con l’introduzione di questo modello gli ingegneri Suzuki hanno lavorato sodo per ridurre le dimensioni e risparmiare peso. Del cuore della precedente generazione è stato conservato veramente poco. Tutti gli organi interni sono stati riprogettati, facendo anche uso di materiali nobili, quali il titanio, utilizzato per la realizzazione delle valvole.