Adria ci attendeLa nostra GSX-R 600 griffata Infomotori.com ci attende sulla corsia box dell’AdriaRaceway (per prenotazioni di prove libere è possibile consultare il sito
www.adriaraceway.com); è venuto il momento di fare sul serio e così, dopo un rapido controllo all’attrezzatura, poniamo l’attenzione al suono del “quattro”…che pulsa regolare, privo di incertezze o vibrazioni, avvolto in una tonalità di scarico molto aggressiva.
Due colpetti due sulla manopola del gas, fanno capire come l’ago del contagiri sia molto veloce nei suoi movimenti: buon segno.
Giù la visiera, dentro la prima e via. Lasciamo la corsia box e ci fiondiamo in pista. Le prime curve scorrono lentamente, con il propulsore ben lontano da regimi “psicadelici”. Si rinnova l’iniziale impressione statica per quanto concerne la posizione di guida, che poi si rivelerà grande alleata nei cambi di direzione, grazie all’ampia possibilità di movimento trasversale e longitudinale lungo la sella.
L'unica cosa di cui non c’eravamo accorti in precedenza, riguarda un dettaglio che può interessare chi ha i piedi "generosi": lo scarico, un po' troppo vicino alla pedana, viene spesso a contatto con il tallone destro, così come può accadere con la capriata del forcellone, sul lato sinistro.
Ma torniamo in autodromo. Il ritmo, piano piano, si alza ed il limitatore non è più così distante, anzi. I 15.500 giri si vedono di frequente e ci lascia alquanto sbalordito la facilità con il quale questo propulsore sopporta questi regimi, senza un minimo accenno di vibrazione: un traguardo davvero eccezionale, considerando che di quella cifra si parlava, in Formula Uno, appena qualche anno fa.
Lo stretto legame che lega la potenza elevata a questa cilindrata, comporta solitamente una notevole lentezza ai bassi regimi. I tecnici Suzuki invece, anche questa volta, si sono superati: il propulsore non ha certamente bassi da mille, ma la spinta appare piuttosto corposa anche quando l’ago del contagiri si aggira tra i “piani bassi”.
I 120 puledri all’albero danno la sensazione di esserci, in particolar modo tra i 9.000 ed i 14.500 giri: in quel lasso la spinta è davvero forte ed è accompagnata nel suo “crescendo” da un “gasante” interessante cambio di tonalità attorno a quota 12.000.
Oltre i quattordici e cinque la spinta cala: volendo ci sono altri millecinquecento giri da tirare prima di essere “flashati” dal LED del limitatore, ma è preferibile passare ad un rapporto superiore facendo affidamento sulla spaziatura piuttosto ravvicinata, così da ritrovare alcune centinaia di giri più in basso tutta la spinta di cui c’è bisogno in pista.