Suzuki GSX-R 750: Test Ride
TEST RIDE - Suzuki
Adria – Cocktail esplosivo…
Suzuki GSX-R 750: Test Ride. Guardandola con la fredda logica dei numeri, la Suzuki GSX-R 750 2004 rappresenta l’ultimo baluardo di una categoria, la supersport di media cilindrata, ormai destinata all’estinzione.
L’introduzione del nuovo regolamento Superbike, infatti, che in pratica mette al bando le 750 per lasciare campo libero alla piena cilindrata anche in tema di 4 cilindri, lascerebbe intendere che per quella specifica cilindrata non c’è più futuro, anche se…
La realtà però, è diversa
La realtà però è ben diversa. La pista non è la strada e le supersportive da 600 cc., pur veloci e maneggevoli, “pagano” molto in termini di sfruttabilità quotidiana nei confronti delle sorelle di cilindrata superiore - 1000 cc. – per via della naturale carenza di verve ai regimi medio bassi.
D’altro canto, però, le mille quadricilindriche vantano potenze e pesi che paradossalmente potrebbero permettere ad un buon pilota di battagliare ad alto livello nella categoria SBK, con tanto di fari e frecce!
Ecco perché, l’idea Suzuki di continuare a proporre una settecinquanta risulta quantomai azzeccata, perché con una cilindrata intermedia è possibile offrire al pilota tutta la potenza necessaria ma anche una guidabilità davvero eccezionale…
In pista: obiettivo centrato
Definire in poche parole il comportamento dinamico della nuova Gixxer è piuttosto semplice: sembra di essere in sella ad un seicento con una trentina di cavalli in più.
Hai detto niente! Questo è un mix esplosivo, una potenziale arma da “tempo sul giro”, ma anche un ardito compromesso, in grado di scatenare giudizi ed opinioni in totale contrapposizione.
Sì perché se si analizza questa nuova settemmezzo con l’occhio puntato alle superbike da 1 litro, è inevitabile pensare che sia meno sorprendente di quanto la scheda tecnica possa far credere, ma se la pietra di paragone sono le seicento…allora il discorso è ben diverso.
Personalmente, sino a pochi istanti prima di scendere in pista, pensavo che l’erogazione del propulsore fosse completamente diversa: più appuntita, meno lineare, pronta a catapultare al primo eccesso di confidenza in uscita di curva.
Ed invece, nulla di tutto questo. Questo quattro cilindri, è tutto fuorché brutale ed è talmente pastoso ed amichevole nell’erogazione, da far sembrare quasi impossibile che la sua forza sia quantificabile in 148 CV e 8.8 kgm a 10.800 giri di coppia massima.
Fatte le debite proporzioni insomma, il 750 cc. della Gixxer conserva tutte le caratteristiche di sfruttabilità della sorella da 600 cc., assicurando grande tiro sin dai 6000 giri per poi salire, in modo corposo e lineare e non senza un piacevole cambio di tonalità, sino al limitatore, passando per il regime di potenza massima fissato a quota 12.800 giri.
Le marce sembrano molto corte, ma in realtà la prima da 130 km/h, la seconda da 188 km/h e la terza da 220 km/h non sono certamente valori di poco conto…e soprattutto necessitano di un piede sinistro da batterista per tenere il ritmo imposto dal limitatore di giri che, impetuosamente, arresta la corsa del propulsore a quota 14.500 giri.
Ma insomma, questa 750 va o non va? Certo che va, e va anche forte…solo che la qualità dell’erogazione ed un reparto ciclistico talmente preciso da sembrare “sovradimensionato”, danno l’impressione di andare meno forte di quanto non dica effettivamente il cronometro.
La sensazione di essere in sella ad una moto nata per divertire senza essere necessariamente dei piloti, insomma, è chiara e lampante sin dai primi giri. Nonostante una taratura di serie della forcella tendenzialmente morbida, la Gixxer 750 ha dimostrato di mangiarsi letteralmente le ubriacanti sequenze di curve dell’autodromo di Adria, assicurando ingressi in curva fulminei, elevatissimi angoli di piega ed una estrema facilità di mantenimento della traiettoria impostata, anche in uscita di curva a gas spalancato, segno di un’ottima distribuzione dei pesi e di un corretto lavoro della sospensione posteriore.
L’assetto della moto, quindi, è decisamente valido, ma può essere ulteriormente migliorato e personalizzato agendo sulle innumerevoli regolazioni offerte da forcella ed ammortizzatore.
La frenata è molto potente ed allo stesso tempo modulabile grazie all’introduzione della “miracolosa” pompa radiale, in grado di trasferire alle pinze, anch’esse radiali, maggior pressione al prezzo di un minor sforzo sulla leva.
Nonostante il saltellamento della ruota posteriore – richiede un po’ di destrezza nell’uso della frizione o una frizione antisaltellamento - le doti di stabilità, controllo e sincerità offerte dalla GSX-R 750 in frenata hanno davvero dell’incredibile, tanto che, non senza un pizzico di malizia, ci si può ritrovare a compiere dei controllabilissimi e piacevolissimi funambolismi – leggasi intraversate - alla Valentino Rossi…
L’ultima considerazione, ma non per ordine d’importanza visto che per alcuni piloti è “vitale”, riguarda la posizione di guida. La GSX-R, come da buona tradizione Suzuki, mette a proprio agio anche i piloti over 185 cm, assicurando una posizione di guida non troppo caricata sui polsi ma soprattutto “civile” nei riguardi della distanza gomito-ginocchio.
In definitiva, insomma, la nuova Suzuki 750 è una moto sa coniugare in un unico insieme il piacere di sfiorare i cordoli col ginocchio a quello di andare a passeggio nei weekend, forte di un peso ridottissimo, di un tiro ai bassi regimi che permette di non scervellarsi nell’uso del cambio e di una ciclistica in grado di adattarsi perfettamente alle esigenze del pilota…tutto questo ad un prezzo che ha davvero dell’incredibile: appena 11.563 euro.