Great Wall Peri
NEWS - Case Cinesi
Fiat contro il clone cinese della Panda! E Nissan?
Great Wall Peri. Infomotori.com aveva già parlato della Great Wall Peri, curioso “incrocio” fra una Fiat Panda ed una Nissan Note presentato dal costruttore cinese. Un progetto sicuramente di cattivo gusto, che come prevedibile non ha fatto piacere ai vertici torinesi. E’ notizia recente infatti l’avvio da parte di Fiat di un’azione legale atta a tutelare il copyright vigente sulla celeberrima Panda. A quanto sembra, anche alcuni dettagli tecnici sembrerebbero ripresi dal progetto Panda. Plausibile l’avvio di un’azione legale anche da parte di Nissan, dato che il posteriore della Great Wall Peri è “gentilmente preso in prestito“ dalla piccola monovolume giapponese Note...
Tra il dire ed il fare... ...c'è di mezzo la legislazione cinese, che non prevede alcuna tutela per i diritti internazionali specie in materia di copyright. Un atteggiamento sicuramente poco chiaro, e contrario all'etica commerciale cui noi europei (ma non solo!) siamo abituati. Anche colossi come Honda o General Motors si sono dovuti scontrare con la burocrazia protezionista della Cina, Paese estremamente attivo sul piano industriale ma poco avvezzo ad adattarsi alle normative che regolano il commercio mondiale.
Tanto per evidenziare la differente filosofia europea basti pensare al caso Gingo, nome scelto per la nuova Panda, cui Renault si è opposta (comprensibilmente) ritenendolo troppo simile al suo “Twingo”: questione di correttezza, la quale deriva da una cultura industriale ed economica sviluppata nel corso di secoli contro la relativamente giovane compagine imprenditoriale cinese.
Piede sbagliato Il modo di operare da parte delle aziende cinesi, anche di quelle più “serie” e motivate quali la Great Wall Motor, si sta rivelando controproducente. Anziché puntare su prodotti economici e funzionali, stimolando anche la competitività dei colossi occidentali, si ritorna sempre all'ormai classico copia-incolla, che a nulla porta se non ad un rapido declino dopo l'iniziale euforia dovuta ai listini allettanti. Spiace poi che la stessa marca voglia sbarcare in Italia con “giochini” poco lungimiranti quale immatricolare i suoi SUV come autocarri per aggirare l’Euro 4, visto che chi le comprerà rischierà grossi guai con le Forze dell’Ordine se le “vetture” non venissero usati come veicoli da lavoro: per la serie non fatevi “beccare” in montagna con moglie e figli su un autocarro... Qualche volta abbiamo parlato di Cina più vicina. Fatti del genere ricordano un po' il passo del pellegrino...
Un vero peccato, perchè l’Impero Celeste ha tutte le carte in regola per arrivare in Europa ed in Occidente senza scorciatoie che rischiano di comprometterne l’immagine. Gli esordi cinesi in fatto di crash test non sono stati molto incoraggianti e sarebbe davvero meglio se si presentassero all’Euroncap o equivalente americano dimostrando che offrono prodotti sicuri ed affidabili piuttosto che cloni di celebri ed affermate vetture. E voi cosa ne pensate?
21/10/2007 Team Infomotori.com
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Commenti
lele323 - 22 ottobre 2007 ore 16:24
I cinesi dovrebbero imparare dai coreani!!! Loro sono lo stesso riusciti ad imporsi sul mercato europeo senza copiare spudoratamente nonostante i primi modelli arrivati avessero un design sicuramente discutibile (ma comunque personale) e lo stesso discorso vale dal punto di vista tecnico. Se all'inizio era grazie solamente al prezzo concorrenziale ora dopo anni sono nettamente migliorati da tutti i punti di vista e sono riusciti a ritagliarsi la loro quota di mercato! Così facendo i costruttori cinesi partono già col piede sbagliato...
Max - 22 ottobre 2007 ore 11:40
No commet. Gli altri si fanno un c..o spendendo svariati milioni di euro nella ricerca del design (che logicamente poi verrà calcolata nel prezzo dell'auto), e questi oltre ad avere una manodopera quasi a costo zero,(quasi come la qualità) non investono in design e si limitano a copiare spudoratamente risparmiando soldi anche li..percui o si danno una registrata o vanno presi a calci in quel posto! Dovremmo essere noi a nn comprare le loro cose perchè cosi facendo incentiviamo questi comportamenti nn proprio corretti..che ha lungo andare tocceranno tutti e nn solo le nostre fabbriche.
LUCA - 22 ottobre 2007 ore 09:41
Purtroppo i costi sempre piu" Alti del lavoro italiano,costringono le aziende ad emigrare.Il problema stà nel fatto che ci vorrebbero leggi uguali x tutti.I cinesi sono competitivi solo x il prezzo,d"altonde lavorano gratis o quasi... .Questo stà portando prodotti di pessima qualità ma a costi bassissimi.Vedi i casini con i giocattoli.
manu...sporting - 21 ottobre 2007 ore 21:30
Certo che se fiat si arrabbia la nissan di deve proprio inca...,il profilo laterale è panda ma per tutto il resto direi che è nissano note al 100% specie nel posteriore.Questi cinesi per ora fanno auto copiate e molto scadenti dal punto di vista tecnico,ma la mia paura è che si possa ripetere l'iter che è avvenuto anche con le giapponesi e soprattutto le coreane,anche se i prodotti credo fossero un pò superiori rispetto alle porcherie cinesi!
Gabriele - 21 ottobre 2007 ore 20:57
I cinesi sanno solo copiare? Sicuramente no, ma è una delle cose che sanno fare meglio... è spregievole dover immatrivolare la Hoover come autocarro per bypassare le leggi riguardo euro4 e sicurezza...se fanno così, tanto peggio per loro...dove c'era posto per 1000 great waal ora c'è posto per 20! X GIUSEPPE. La tua 600 per quanto nuova deriva dalla cinquecento, progetto di fine anni '80 per cui...non è normale ma comprensibile che in un urto a 10kmh si disintegri. X PAOLO le K car giapponesi sono lunghe 3 metri e 30 (un pò meno della Panda) larghe (strette...) 1 metro e 40 (molto di meno della Panda!) e hanno motori da 660cm3 al massimo mi pare...sicuramente sono più conveniente della Panda però sono auto diverse! La cosa peggiore e più richiosa per il mondo intero è che la CIna con le leggi attuali se ne strafrega del resto del mondo!
paolo - 14 dicembre 2006 ore 07:14
Mi sembra che qualcuno nella redazione di Infomotori stia esagerando, se parliamo del mercato Cina o India per sfruttare la loro mano d’opera tutti siamo interessati e chi può sfrutta l’occasione vedi Fiat , poi se invece questi paesi emergenti vengono nei ns. mercati a proporre i loro prodotti li declassiamo come se fossero dei delinquenti, ricorda Infomotori che la storia si ripete … anche negli anni 70 si trattavano così i Giapponesi e poi adesso ci mangiano in testa per qualità di prodotto e servizi post-vendita. La GW Peri non sarà questa originalità e tutti siamo d’accordo, ma anche gli amici del centro stile Fiat prima di disegnare la Panda hanno fatto diversi viaggi in Korea e Giappone, non hanno sicuramente espresso una grande originalità con Panda, con la differenza che in Giappone le city-car come la Panda costano 6.000 euro al pubblico con cambio automatico , aria condizionata , porte elettriche , ecc ... e se per caso la GW Peri costerà 2.000 euro in meno del gioiello di casa Fiat pensate che gli italiani saranno molto arrabbiati perché assomiglia alla Panda ?? Fate questo sondaggio e vedrete cosa vi risponderanno, buon lavoro a tutti .
giuseppe - 13 dicembre 2006 ore 18:18
purtroppo o perfortuna gli "invasori" offrono prodotti discreti a prezzi convenvenienti.Secondo me è inutile dire che queste auto sono poco sicure come si dimostra dai crash-test poichè la mia fiat 600 (nuova )alla velocità di dieci allora si è letteralmente accartocciata nel frontale (non si è nemmeno aperto l'airbag),quindi secondo me i costruttori europei dovrebbero inanzitutto abbassare i prezzi perche è improponibile acquistare ad esempio una grande punto con pochi optional a 13.000 o 14000 euro (ricordiamoci che sono 28.000.000 del vecchio conio ,e altro compito spetta al governo e cioè tutelare il made in italy rompendo il c... al governo cinese, che facesse leggi che rispettassero il lavoro e gli investimenti di tutti quei costruttori che vedono "copiarsi" le proprie idee
Massimiliano - 13 dicembre 2006 ore 11:55
Io li escluderei dal commercio, almeno in Europa. O per lo meno metterei dei tassi di importazione proibitivi.
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