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BMW Serie 1: Test Drive
TEST DRIVE - BMW
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Monterotondo di Gavi – “Bangleiana” al 100%!!
BMW Serie 1: Test Drive. Monterotondo di Gavi (AL) – Si vede che a forza di guardare troppo oltreoceano, a Monaco si erano un po’ stancati. E così, dopo aver fatto la felicità degli americani che ora scorazzano allegri sui vari X3 e X5, alla Bmw hanno cercato di soddisfare i clienti “aficionados” che premevano per un prodotto più compatto, che non soffrisse nei parcheggi e nei garages, pur mantenendo intatte tutte le qualità distintive del marchio. Ecco quindi che troverete nei soli concessionari europei (soprattutto italiani in questi giorni) la neonata serie 1, che si colloca nella fascia definita “Premium” (come sottolineano instancabilmente i Pr del Gruppo) del segmento C, al fianco di Audi A3 e Mercedes Classe A, Lancia Musa ed Alfa Romeo 147 per intenderci.

“Bangleiana” al 100%!
Il design propone degli intraprendenti tocchi “bangleiani”, come l’originale linea del brancardo (il sotto porta alla base della fiancata), che spinge il flusso d’aria verso il basso e lo fa schizzare all’insù, verso il terzo finestrino laterale. Tra l’altro, senza quest’ultimo particolare, la somiglianza con il profilo vetrato dell’Alfa 147 sarebbe marcato. Nel rispetto delle dimensioni tipiche del gruppo C di riferimento (alta 1,4, lunga 4,2 e larga 1,75 metri), la Serie 1 mantiene comunque le caratteristiche di famiglia, come il cofano allungato, l’interasse lungo e gli sbalzi corti.

L’i-Drive domina la plancia
All’interno notiamo subito che l’ormai familiare iDrive (che raggruppa navigatore, audio, clima e comunicazione) ha “colpito” ancora. E’ soprattutto grazie ad esso che la plancia è stata una volta di più ripulita da indecifrabili tastini sparsi che potevano quantomeno distrarre, sostituiti da una manopola vicino al freno a mano e lo schermo a scomparsa sulla plancia.

L’iDrive è comunque solo la punta dell’iceberg di ciò che offre la Serie 1 e i 23.700 euro di prezzo base non ci sembrano così esagerati, soprattutto se si fa un confronto con la concorrenza, che prima di tutto non può vantare in nessun caso trazione posteriore e bilanciamenti ottimali dei pesi (e già questo fa l’acquolina...). Si vede che la Bmw si è dedicata molto alla piccola della famiglia per farle avere il meglio in formato ristretto. Accade così che venga montato di serie l’avviamento a pulsante abbinato al telecomando intelligente, che non sono i soliti “orpelli” tecnologici, ma dotazioni da sportive al top di gamma che sarebbe ora adottassero tutti. Basta inserire il telecomando nell’apposito slot (quasi fosse una memoria Usb), calcare la frizione e pigiare il pulsante.

Niente di meglio per evitare impreviste distrazioni che ci farebbero magari avviare con la prima inserita (col botto in parcheggio) o sovraccaricare di pochi giri il motorino di avviamento. Inoltre il telecomando, oltre alle comuni funzioni, porta con sé la memoria dei dati importanti per gli interventi di assistenza della macchina. Così il capo officina apprende, senza troppe domande, chilometraggio, numero di telaio, data di prima immatricolazione, codici di colori, selleria e allestimento, come pure la durata residua dei principali componenti soggetti a usura.

L’elettronica vigila tutto
Come faremo però, se si scarica la batteria, a sfogare la nostra rabbia giro dopo giro di chiave nel blocchetto d’accensione? Semplice: non lo faremo perché non succederà. Sulla batteria c’è infatti un sensore intelligente che previene questa situazione critica e garantisce ogni avviamento, facendo aumentare il regime minimo per caricare più rapidamente la batteria, oppure limitando gradualmente in modo temporaneo le utenze non indispensabili durante la guida.

La gestione ottimale dell’energia a bordo riguarda anche il telecomando, che viene costantemente caricato dallo slot di inserimento, evitando sostituzioni periodiche di piccole ma costose batterie. In ogni caso anche il pilota è in grado di mantenere sotto costante controllo lo stato dell’arte della vettura, per stare più tranquillo e togliersi il pensiero di brutte sorprese. Dei sensori rilevano lo stato di usura delle pastiglie dei freni e una centralina calcola continuamente, in base allo stile di guida, il chilometraggio residuo fino alla prossima sostituzione, per visualizzarlo poi sul monitor da 6 pollici o nel computer di bordo tra il tachimetro e il contagiri.

…e sa anche chi c’è al volante…
La nuova accensione a pulsante è particolarmente ergonomica in abbinamento con l’accesso Comfort keyless. Non appena il guidatore si avvicina alla macchina e preme la maniglia, un sensore nella “chiave” sblocca automaticamente le porte. Il guidatore può quindi avviare il motore sempre con il telecomando in tasca, poiché il sistema di autenticazione ne rileva la presenza a bordo insieme al conducente. Casomai in famiglia più di uno utilizzasse la vettura, ecco un’altra preziosa soluzione: la Serie 1 riconosce fino a quattro utenti in base alla “chiave” personalizzata e ripristina automaticamente le preferenze personali, come le impostazioni del sistema audio (suono, volume, tasti stazione radio), della climatizzazione (temperatura e distribuzione dell’aria), della regolazione elettrica del sedile, dell’illuminazione, della chiusura centralizzata e dei retrovisori.

Run-flat di serie
Lo scrigno di dotazioni piccole e magari non visibili, ma decisamente tangibili nella guida di tutti i giorni, si arricchisce del sensore di pressione delle gomme e degli pneumatici Run Flat di serie. In caso di una perdita considerevole o totale di pressione, chi si trova alla guida di una Serie 1 può percorrere fino a 150 km, e anche in caso di scoppio improvviso la macchina resta controllabile. Addio quindi ruota di scorta. Quando poi è difettosa la luce posteriore, il Light control module fornisce una quantità superiore di corrente: in caso di guasto della luce posteriore, del lampeggiatore o del retronebbia le rispettive funzioni sono assunte da altre luci.
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