BMW M6 – Test Drive
TEST DRIVE - BMW
Potenza ed emozione per il coupé d’élite da 507 CV ed una super coppia da 520 Nm
BMW M6 – Test Drive. Monza - E’ proprio vero, il potere crea dipendenza, una volta assaporato cresce l’esigenza di dosi sempre maggiori, quando poi il potere viene a mancare, irrompe la depressione, il calo di funzioni cerebrali, la perdita di autostima… Guidare una BMW M6 conferisce potere, crea dipendenza, impenna i livelli di adrenalina in circolo nel corpo umano, causando la sensazione di inappagamento quando poi tali livelli calano drasticamente una volta scesi dalla vettura. E’ un problema. L’estate diventa semplicemente una fornace insopportabile, l’autunno il periodo della malinconia, l’inverno il freddo polare e la primavera una grande opportunità per beccarsi un’allergia. Tutto risulta insipido e smunto: l’assuefazione è in atto. Sentirla ruggire da dentro l’abitacolo mentre si “passeggia” in un centro urbano è già di per sé fonte di godimento, ma farla esplodere in pista è droga raffinata, è estasi suprema. Noi, lo abbiamo provato. Noi, l’abbiamo provata.
Coupé da brividi Sul design non ci dilunghiamo, avete la fotogallery e, comunque, ormai conoscete bene l’estetica della coupé d’elite della casa bavarese, di sicuro avrete con disinvoltura buttato l’occhio al passaggio di questo bolide. Il propulsore della BMW M6 è il potente V10 da 5,0 litri, di cui vale la pena soffermarsi sui dati nudi e crudi: dieci cilindri a V, 507 cavalli a 7.750 giri, 520 Nm a 6.100 giri ed 8.250 giri di regime massimo. Quest’opera sopraffina di ingegneria deriva direttamente dall'esperienza maturata in F1, forte di soluzioni che potremmo definire raffinate, a partire dai materiali che ne limitano il peso, fino al variatore di fase doppio Vanos che rende la spinta corposa ed omogenea lungo tutto l'arco di erogazione.
La pista non mente Ci siamo divertiti a scuotere un po’ la sontuosa M6 sulla pista dell’autodromo di Monza, per renderci conto fin da subito che era lei a portare a spasso noi e non viceversa. Ogni manovra è chirurgica, la mano invisibile dell’elettronica rende facile la guida anche quando si gioca a rincorrere il rischio. La stabilità è sensazionale, lo diciamo in virtù di quei 507 cavalli che quando sentono il solletico dell’acceleratore irrompono come un esercito in battaglia. Se il piede è pesante, il corpo macchina esplode in avanti, sfondando l’aria con un’aggressività che risveglia il lato cattivo che c’è in noi.
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