Poltrona di casa e cambio automatico
Vita comoda, comunque. Sono seduto sulla poltrona di casa, per di più in pelle, la regolo con un pulsante nella posizione migliore (e siccome la vita bisogna gustarsela, faccio partire anche il massaggio lombare), così come con un pulsante adatto il volante alle mie esigenze. E’ ora di muoversi, ma prima do un’occhiata a quel sottile cassetto: lo credevo il portacenere, invece è il guscio che contiene il telefonino di bordo…
Cintura allacciata e levetta del nuovo cambio automatico a sei velocità (sul volante, come nelle auto americane di una volta) in posizione “drive”, l’astronave comincia a spostarsi.
Il volante si gira con un dito, silenziosamente la 740d oltrepassa di nuovo la linea di confine, rientro, questa volta con lei, nell’universo normale, tra le auto di tutti i giorni. Vicino a lei, quella station svedese che mi era sempre sembrata enorme, ora mi appare un tantino più striminzita.
Strane esperienze
Bisogna prepararsi alle esperienze più strane. Il lavaggio automatico? In quelli con le corsie non si può: le ruote non ci stanno. La fermata davanti al giornalaio? Quel signore che mi vede scendere dal berlinone in maglione e jeans slavati sta già telefonando al 112: “Carabinieri? Un tipo vestito malissimo è appena sceso da una macchina pazzesca: secondo me l’ha rubata”. Passo sopra a queste inezie, rientro nell’astronave con motore diesel, da parking la levetta magica è di nuovo su drive, spingo l’acceleratore e il Pianeta Terra si allontana alle mie spalle: da 0 a 100 in 7 secondi, come in una super sportiva. Ma nel silenzio totale, come in una limousine. Urge una spiegazione. I cantieri extraterrestri di Monaco hanno piazzato sotto a quel cofano dilatato un’iniezione diretta common rail di seconda generazione, spremendo qualcosa come 258 cavalli di potenza e 600 Newtonmetri di coppia, sempre a disposizione tra i 1.900 e i 2.500 giri. Senza dimenticare che nell’ultima versione della serie 7 la pressione di iniezione è salita da 1350 a 1600 bar. Morale, nemmeno le due tonnellate e passa di acciaio tedesco possono frenare muscoli simili. E la potenza viene scaricata a terra senza dispersioni. Aiuta tutto: la trazione posteriore da cui BMW non divorzierà mai, i pneumatici extra large, un cambio automatico perfetto, il controllo della trazione che scongiura perdite di aderenza in accelerazione. Cosmico.
Beve poco e le puoi parlare
Eppure non c’è bisogno di booster (pardon, serbatoi) supplementari per soddisfare la fame di carburante di questa 740. Ebbene sì, l’astronave va davvero a gasolio, quindi consuma poco: percorrenze medie di oltre 10 chilometri con un litro. Il problema è non farmi prendere la mano (e il piede). Entro in autostrada, premo sull’acceleratore e vedo il mondo correre verso di me con rapidità inquietante: i 180 all’ora sono un traguardo ridicolo per questo mostro. Il fatto è che lo sono anche i 220 e i 250: non fosse per l’elettronica, che quel limite non lo fa superare, sarei già pronto a chiedere via radio l’autorizzazione al decollo. Taro il cruise control su 130, così mi evito il fastidio di dover sollevare continuamente il piede dall’acceleratore e mi dedico al dialogo con la creatura aliena: tasto a sinistra sul volante e sperimento i comandi vocali: accendo la radio e cambio stazione semplicemente parlando.
Rientro alla base
Ciao autostrada, ora sono sul pavè fastidioso della città, ma gli ammortizzatori non tradiscono. E come potrebbero? Ancora l’elettronica garantisce una regolazione illimitata a seconda della situazione, mentre in accelerazione e frenata, e in condizioni di carico critiche le sospensioni autolivellanti mantengono la 740 sempre parallela al terreno. Sguscio via da ingorghi e colonne su questa specie di Enterprise, che si muove in silenzio, senza sussulti, con andatura regale, ma che all’occorrenza scatta in avanti come il sasso scagliato da una fionda. Rientro alla base (BMW Italia, Milano), scendo, chiudo apposta malamente la portiera per risentire quel “flop”, riconsegno la chiave all’uomo del giubbotto con simbolo bianco e blu.
La 740d costa 85.000 euro, penso mentre torno sul mio pianeta. Come un miniappartamento. Ma signori, questa non è un’auto…
19/01/2004 Boc