Aprilia Mana NA 850 - Test Ride
TEST RIDE - Aprilia
In effetti ci dicono all’Aprilia che questa moto è stata studiata pensando all’utilizzatore finale e soprattutto cercando di ovviare alcune problematiche che portano certe persone a rinunciare all’idea di cavalcare una moto.
Doveva essere una moto comoda, ma con prestazioni degne del marchio, da usare in città per andare in ufficio quanto divertente nel fine settimana e soprattutto, si voleva ampliare in modo radicale il mondo delle moto, introdurre un nuovo concetto di motocicletta e segnare così il passo del cambiamento.
Come si fa a fare tutto ciò? Semplice: ripartendo da 0.
La prima grande innovazione, da anni attesa, è il vano portacasco nel serbatoio. Una delle cose che forse hanno lamentato spesso i motociclisti, pensando agli scooter, è stata la mancanza di spazio nella moto per portare qualche oggetto in più. Si è andati ben oltre. Il serbatoio vero e proprio è stato spostato nella coda e la moto è stata ridisegnata partendo da questo vano, ridistribuendo i pesi e abbassando le masse, ricavando nell’ex serbatoio un vano capiente, con portacellulare, presa elettrica e luce; mentre di solito i costruttori fanno fatica a trovare lo spazio per aggiungere una centralina di pochi centimetri.
Ma la vera novità è nel cambio.
La Mana infatti è dotata di un cambio sequenziale a 7 marce e del sistema autodrive a 3 mappature. Una di quelle innovazioni che mandano in brodo di giuggiole Luca Cordero di Montezemolo quando parla del Made in Italy.