BMW xDrive Tour
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La nostra prova
Pomeriggio soleggiato di sabato, Dolomiti in gran spolvero, piloti di GuidarePilotare allerta e, soprattutto, parco macchine tirato a lucido: tutto in regola dunque ed anche noi siamo pronti a partire per il test drive. Nell’arco della prova (circa un’ora e mezzo) passeremo dalla X5 4.8i da 355 CV alla 330xd Touring da 231 CV, giusto per saggiare l’efficiente sistema di trazione integrale su diversi concept di vetture e su tracciati che vanno dall’asfalto reso scivoloso dall’umidità, alla neve battuta, dal misto terra e nevischio, al ghiaccio puro.
Subito un giudizio a caldo: l’eccellenza si percepisce in questi frangenti, quando il terreno sotto i quattro fazzoletti di gomma diventa impossibile e la qualità inizia a fare la differenza.
Il sistema di trazione integrale a controllo elettronico BMW ripartisce fra i due assi all’istante le forze di trazione, convogliando prevalentemente la potenza del motore all’asse che può tradurla direttamente e nel modo più efficace in un’adeguata spinta in avanti della vettura.
La sensazione è immediata: la padronanza del mezzo induce alla tranquillità, la tenuta di strada non molla mai, tanto che in certi frangenti sembra proprio di essere guidati da una mano invisibile. Il momento in cui più si è apprezzata l’interazione tra i vari sistemi collegati in questo xDrive è stato quando gli sterrati si sono trasformati in lunghi lastroni di ghiaccio: in discesa lanciando un X5 ai 40 o 50 km/h (oltre 2100 kg di peso) si riusciva senza praticamente fare nulla a contenere le sbandate e le perdite di aderenza. In realtà era il sistema ad intervenire in vari modi differenti e su diverse variabili, addirittura anticipando la perdita di controllo sottraendo potenza all’asse con minore aderenza e ridistribuendola alle ruote che hanno maggior presa sulla superficie stradale.
Secondo i dati della Casa, la frizione multidisco incorporata nel ripartitore di trazione impiega solo 100 millisecondi a innestarsi e disinnestarsi completamente. Il sistema è dunque collegato in rete al Controllo Dinamico della Stabilità DSC, che rileva e gestisce permanentemente alcuni importanti parametri delle condizioni di marcia (angolo di sterzata, accelerazione laterale e tasso di cabrata) e mette in condizione l’xDrive di reagire in una frazione di secondo a qualunque deviazione del veicolo dalla traiettoria ideale.
L’xDrive, il DSC e la centralina del motore sono interconnessi tramite il Sistema ICM di Gestione Integrata dello Chassis (Integrated Chassis Management), il quale è in grado di agire sui freni quando ne ravvisa la necessità, e operando contestualmente alla modifica della ripartizione delle forze di trazione contribuisce a ottimizzare sia la trazione che la dinamica di marcia. E, in casi estremi, può intervenire anche la centralina del motore, modulando di conseguenza la potenza erogata.