Il FAP non rientra nei parametri U.E. previsti dall’Euro 4, né allo stato è prevedibile che rientri nella futura normativa dell’euro 5 e rischia di essere oggetto di una grossa operazione speculativa, quando viene consigliato di montarlo successivamente. Operazione che, comunque, non potrà essere omologata.
Le responsabilità dei concessionari: in molti casi, pesanti sono le responsabilità dei concessionari che pur conoscendo le normative di divieto nelle città non hanno informato il consumatore, vendendo quindi un veicolo non conforme o sottacendo una informazione rilevante nella scelta d’acquisto. In base alla legge sulla conformità il consumatore che è rimasto vittima può reclamare un risarcimento e in taluni casi anche l’annullamento del contratto.
Numerose le segnalazioni di mal funzionamento del FAP. Al servizio Adiconsum di consulenza per il settore auto, circa ¼ delle segnalazioni riguardano il mal funzionamento dei FAP, in taluni casi con conseguenze anche molto gravi.
Questione spinosaAdiconsum solleva una questione piuttosto spinosa, ritenendo più utili altri provvedimenti che i Comuni dovrebbero assumere con maggiore determinazione quali: i bus a metano, la sostituzione di caldaie vecchia generazione, i pannelli solari, il vincolo per il taxi almeno all’euro 4. Inoltre, come hanno fatto città quali Londra, limiti ai SUV cioè quelle macchine di grossa cilindrata che inquinano una volta e mezzo una vettura di media cilindrata.
A voi il giudizio.
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