Vectrix a Roma: la silenziosa avanzata del pulito
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Il Vectrix presenta anche un’interessante novità con la manopola dell’acceleratore a 2 vie: girandola come al solito si imprime velocità al mezzo come sempre, ma girando la manopola in avanti le cose cambiano: azionandola da fermi questa innesta la retromarcia per agevolare il parcheggio dei circa 230 chili del Vectrix, mentre se si ruota al contrario la manopola mentre si è in marcia, si innestano delle dinamo che hanno il duplice effetto di ricaricare parzialmente le batterie e di innescare una sorta di frenomotore, che sembra essere così valido da sostituire l’uso dei freni in condizioni normali. Questa funzione, sempre a detta di Vectrix, diminuirebbe le spese di mantenimento del mezzo e aumenterebbe la risposta su strada, dal momento che usando molto poco i freni le pasticche durano molto di più e che non frenando non si caricano gli ammortizzatori, avendo risposte migliori e più rapide nella guida consentendo alla casa produttrice di affermare di aver dato vita ad uno scooter dalle stesse prestazioni e caratteristiche, se non migliori, di un qualsiasi 400cc: da 0 a 50 Km/h in 3,6 secondi e una velocità di punta di 100Km/h. (ma tutto questo lo andremo presto a verificare in un’apposita prova che faremo dello scooter).
I costi sono elevati, circa 10.000€, ma facendosi bene due calcoli si potrebbe arrivare a scoprire che la spesa iniziale, nel corso di pochi anni sia facilmente ammortizzabile, rispetto ad un tradizionale mezzo a benzina, dal momento che non essendoci motore a scoppio non c’è da subire il costante innalzo di costi della benzina: un pieno di corrente costa 0,40 centesimi, contro le molteplici banconote che di solito abbandoniamo per far gonfiare i portafogli di petrolieri, quando ci fermiamo a fare benzina, oltretutto sembra che ci sia l’equazione: no motore = no meccanico, no tagliandi; aggiungendo poi i 5 anni di esenzione dal bollo e gli sconti che molte compagnie assicurative fanno ai possessori di mezzi elettrici, si potrebbe presto arrivare a concludere che la cospicua spesa iniziale, sia una sorta di investimento.
Un mezzo di questo tipo richiede un nuovo modo di concepire la guida, il traffico e i rifornimenti e non c’è modo di capirlo a pieno se non provandolo.