Honda CBR600RR - Long Test Ride
TEST RIDE - Honda
Ma il CBR mette a nudo le proprie capacità una volta in moto, nonostante l’aspetto dello squaletto già attiri l’attenzione, così basta tirare la frizione, innestare la prima e scoprire come và.
Innanzitutto andiamo a fare un giro in città, dove spesso vediamo girare delle sportive e ci chiediamo se risultino comode nel traffico. Ovviamente non dispone di un gran sterzo, non è progettata per fare slalom sulla tangenziale imbottigliata, ma nonostante questo, lei non si ferma, riesce a sfruttare i corridoi tra le macchine grazie alla sua anoressia e in definitiva si trova a suo agio per quanto non sia proprio il suo habitat naturale. L’ammortizzatore posteriore a gas assolve il suo compito e anche sul pavè o su terreni sconnessi si riesce ad andare senza avvertire troppi disagi al fondoschiena. Ma per vedere veramente cosa possa offrire questa giapponesina, bisogna lasciare i centri cittadini ed andare sulle statali, se non, ancora meglio, in pista.
Su una bella strada piena di curve e scevra di macchine la CBR subito ci tenta e chiede di essere liberata. Inizialmente i giri salgono con una velocità non eccezionale, ai bassi regimi non ha la prepotenza dei bicilindrici, ma appena raggiunge i 7000 giri (comunque ci arriva in tempi molto brevi) comincia a levarsi la maschera da signorina ben educata per svelare il vero volto del mostro mangia asfalto. I giri vanno via velocemente fino ai 15.000 e le marce si snocciolano una dietro l’altra in una progressione impressionante che porta velocemente ai 200 Km/H e oltre, se si rimane ipnotizzati dal piacere di farla andare sempre di più.
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